Provincia, Regione e Comune di Quartucciu uniti per la valorizzazione della necropoli punico-romana di Pill' e Matta. Le istituzioni hanno aderito con i loro massimi esponenti alla visita della necropoli, promossa dal capogruppo di Progetto Sardegna in consiglio provinciale Laura Pulga. Una visita che avviene all'indomani del finanziamento di oltre 1 milione e mezzo di euro (risorse Por Sardegna) che saranno destinate alla realizzazione del parco archeologico di Pill' e Matta, in località "Su Idanu", nel Comune di Quartucciu. CAGLIARI - I presidenti di giunta e consiglio provinciale Graziano Milia e Roberto Pili, il presidente della Regione Renato Soru, il sindaco di Quartucciu Pierpaolo Fois, l'assessore provinciale alla Cultura Luciano Marrocu e la commissione consiliare competente, presieduta da Giuseppe Palmas, hanno assistito all'apertura della 260 tomba da quando la necropoli è venuta casualmente alla luce, nel 2000, durante i lavori per la realizzazione della zona industriale di Quartucciu. Oggi sono emersi dalla terra una brocca, un bicchiere e un piatto, ma da quando sono iniziati gli scavi sono venuti fuori già 2580 reperti, tra cui oggetti di uso quotidiano come anfore, lucerne, ma anche di uso personale come anelli e orecchini. Un numero simile di reperti, probabilmente, è ancora sotto terra. Nel Dicembre 2005 il progetto archeologico della necropoli di Pill'e Matta ha superato i confini dell'isola ed è stato presentato dalla Provincia al Salone dei Beni e delle attività culturali di Venezia, vetrina culturale di livello mondiale. "Questo sito archeologico ha spiegato l'archeologa della Soprintendenza Donatella Salvi ha delle caratteristiche uniche, mai riscontrate in Sardegna, che permettono di considerarla un laboratorio di studi a livello europeo". La tipologia delle tombe è varia, tra cui quelle a "fossa" dalla forma rettangolare o alla "cappuccina" tipica romana: dagli scheletri rinvenuti risulta che l'altezza media degli uomini variasse da 1,65 a 1,70 metri e quella delle donne da 1,55 a 1,60 metri. Il periodo di riferimento va dal IV secolo a. C. al V d. C. La visita si è conclusa presso il centro culturale "ex casa Angioni", a Quartucciu, dove sono stati portati i reperti recuperati e dove sono state proiettate le diapositive con il progetto preliminare del parco archeologico. "Un progetto ha detto l'assessore ai Beni culturali del Comune di Quartucciu che sarà esecutivo entro l'anno".