L'INCHIESTA SULLA RISTRUTTURAZIONE DEL CONVENTO A distanza di una settimana dal sequestro del Santa Rosa e dall'iscrizione di dieci persone nel registro degli indagati, scattano le acquisizioni degli atti su disposizione della Procura di Salerno. Le indagini condotte dal pubblico ministero Roberto Penna sui lavori presso lo storico complesso monastico di Conca dei Marini, "sigillato" dai militari dalla sezione navale della guardia di finanza, si concentrano ora sugli atti amministrativi relativi a quel progetto di restauro conservativo, consolidamento statico e realizzazione dei volumi tecnici presentato in data 31012006 e autorizzato con provvedimento n. 8778 dalla Soprintendenza. Ed è proprio qui, che qualche giorno fa, sarebbe stata acquisita l'intera documentazione relativa all'ex monastero in quanto, secondo la Procura, proprio quale provvedimento avrebbe procurato intenzionalmente un vantaggio patrimoniale alla società Santa Rosa costituito dalla possibilità di far presentare la dichiarazione di inizio attività poi protocollata in data 1432006 presso il comune di Conca di Conca dei Marini. E non è escluso che ulteriori acquisizioni di atti possano essere disposte presso gli studi dei tecnici finiti sotto inchiesta e per i quali sono stati individuati reati che vanno dal concorso, all'abuso d'ufficio, oltre alle violazioni in materia urbanistica e paesaggistica. Un impianto accusatorio, quello della Procura di Salerno, che gli avvocati Raffaele Guerritore e Federico Conte (i legali difendono gran parte degli indagati ad eccezione del soprintendente e del progettista strutturale) cercheranno di smontare con l'ausilio di due tecnici e di un esperto in diritto amministrativo che li affiancheranno nella redazione delle memorie difensive. Altro capitolo della vicenda riguarda l'indagine sul presunto atto intimidatorio ai danni del geometra Antonio Bottone, che in passato si era impegnato nell'acquisizione degli atti relativi all'intervento presso il Santa Rosa per effetto di una delega conferitagli da Italia Nostra, l'associazione ambientalista che denunciò il presunto stravolgimento dello stato dei luoghi nell'ex monastero. L'indagine riguarda il ritrovamento dei cartelli di sequestro sulla porta dello studio del geometra Bottone avvenuto esattamente il giorno dopo l'apposizione dei sigilli. Un episodio, insieme con gli atti vandalici perpetrati ai danni dell'auto del comandante dei vigili urbani Luigi Vuolo, che potrebbe aprire nuovi scenari all'interno di una vicenda al momento oltremodo ingarbugliata. Anche se non si esclude l'ipotesi di uno ragazzata messa in atto da qualche ignoto ben informato sui ruoli ricoperti da ciascuno in questa lunga e tormentata querelle. "Non ho alcuna certezza sulla origine del fatto dice il geometra Antonio Bottone - spero che il fatto sia solo casualmente contestuale alla vicenda del sequestro del Santa Rosa. Sono il primo a sperare che si sia trattata di una ragazzata". Intanto dopo il sequestro del Santa Rosa, circa cinquanta operai delle ditte edili impegnate negli interventi di restauro conservativo, consolidamento statico e realizzazione dei volumi tecnici sono rimasti senza lavoro e per alcuni di loro risulta difficile l'inserimento in altri cantieri della zona.