Le ex carceri sono state acquistate da una società trentina, adesso gli enti pubblici hanno un mese per esercitare il diritto di prelazione Le aule della Corte d'Appello nell'edificio di via Del Fante che anni fa ospitavano le carceri di Verona. Il sogno, vecchio di anni, potrebbe diventare realtà. Ma Comune, Provincia e Regione hanno soltanto un mese di tempo per poter esercitare il diritto di prelazione sul Campone, prima che l'edificio passi definitivamente nelle mani della società trentina, la Santoni costruzioni Spa, che nei giorni scorsi l'ha acquistata per nove milioni e 600 mila euro. Nel pomeriggio di ieri, il sindaco Paolo Zanotto ha convocato una riunione di giunta straordinaria per esaminare con urgenza la questione. «La Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali», ha detto il sindaco al termine della riunione, «ci ha comunicato l'avvenuto passaggio dell'immobile dell'ex carcere dalla Patrimonio dello Stato Spa, società veicolo del Ministero dell'Economia, ad una ditta privata, la Santoni costruzioni di Trento, invitando il Comune, ma ha fatto la stessa cosa con Provincia e Regione, ad esercitare il proprio diritto di prelazione». La lettera della Soprintendenza è datata mercoledì 17 gennaio. Quindi, c'è tempo fino al 17 febbraio per portare a termine l'ambizioso obiettivo di portare a Verona non solo l'Appello, ma anche il Tribunale dei minori e la sede stacata del Tar, il Tribunale amministrativo regionale del Veneto. Zanotto ha fatto sapere che il Comune è disposto a reperire i tre milioni e 200 mila euro necessari e che chiederà alle amministrazioni provinciale e regionale di fare altrettanto. Se la proposta venisse accolta, il Consiglio comunale, così come le altre assemblee civiche, avrà tempo trenta giorni per approvare la relativa delibera completa di copertura finanziaria del progetto e di programma per l'utilizzo e la valorizzazione del bene architettonico. «Auspichiamo», aggiunge il sindaco, «che Provincia e Regione diano la stessa risposta positiva, contribuendo ciascuno con un terzo della cifra necessaria. Ma i tempi per portare a termine l'operazione sono stretti. Spero di avere buone notizie nei prossimi giorni». Chiunque ne diventi l'acquirente definitivo, tuttavia, la destinazione dell'immobile, in virtù dei vincoli imposti dal Ministero dell'Economia, dovrà rimanere pubblica. Gli interni non dovranno essere frammentati né si potranno realizzare aperture sul tetto. Il Campone, quindi, non diventerà un complesso residenziale. «Si tratta», commenta il sindaco, «di un'opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire, se vogliamo realizzare il progetto dei Palazzi di Giustizia in città, con conseguenti vantaggi per i cittadini veronesi in termini di rapidità della giustizia, di minori costi e servizi». Nei prossimi giorni il sindaco, è lui stesso a tiferirlo, incontrerà il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, per discutere del progetto. «Lo vedrò a breve, ma so che c'è l'interesse di portare nella nostra città la Corte d'appello, il Tribunale dei minori e la sede decentrata del Tar. Poter mettere a disposizione la sede ci darebbe un vantaggio molto rilevante». Il tentativo di convincere il governo a fondare a Verona la seconda Corte d'Appello del Veneto, dopo Venezia, è in corso da anni. Un'occasione per rilanciare il progetto, che sta particolarmente a cuore al Comune, era arrivata circa due anni fa con la messa in vendita dell'ex carcere. Tuttavia si perse l'occasione e il Campone venne acquistato dal gruppo finanziario privato Lm Real Estate dei fratelli Magnoni. Ma l'acquisto non venne mai stato perfezionato a causa dei numerosi vincoli sull'immobile e l'edificio di via Del Fante, dopo pochi mesi, ritornò allo Stato. Ora riparte il tormentone che venne avviato anche allora: il sindaco, una volta «perso» il Campone, andò a chiedere perfino al presidente della Regione Giancarlo Galan un aiuto per comperare le ex carceri e rivolse un appello alla Provincia. Poi non se ne fece più nulla e il progetto restò nel cassetto. Adesso si ricomincia.
Al Campone la Corte d'Appello Lettera del Comune a Regione e Provincia: Compriamo insieme l'edificio
Il Comune di Verona ha ricevuto una lettera della Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali, che comunica che l'edificio dell'ex carcere di via Del Fante è stato acquistato dalla società trentina Santoni costruzioni Spa per nove milioni e 600 mila euro. Il Comune, la Provincia e la Regione hanno un mese per esercitare il diritto di prelazione sul Campone, prima che l'edificio passi definitivamente nelle mani della società. Il sindaco Paolo Zanotto ha convocato una riunione di giunta straordinaria per esaminare la questione e ha detto che il Comune è disposto a reperire i tre milioni e 200 mila euro necessari per acquistare l'edificio.
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