IL RESTAURO - I lavori uniranno galleria convento e Oratorio dei Bianchi Chiusura per 18 mesi -------------------------------------------------------------------------------- Un nuovo progetto di restauro e allestimento per Palazzo Abatellis: per la Galleria regionale della Sicilia si annuncia un momento di cambiamento, segnato da una fitta sequenza di importanti novità. Il restauro, la chiusura per i lavori - un anno e mezzo il tempo prospettato - e il cambio di direzione: infatti, alla fine di marzo lattuale direttore, Vincenzo Abbate, andrà in pensione, e al suo posto subentrerà Giulia Davì. Intanto è stato proprio Abbate ad incaricare il Centro regionale del restauro, diretto da Guido Meli, di redigere un nuovo progetto di sistemazione e ampliamento. È un nuova tappa da segnare nella storia degli interventi che si sono succeduti a Palazzo Abatellis, dopo il celebre allestimento di Carlo Scarpa del 1954, seguito dallintervento di Giuseppe Spatrisano, di grande impatto, con la demolizione dellala di clausura del convento, del corridoio e dei tramezzi e la trasformazione dei tre piani in grandi ambienti. Ancora, si susseguono nel 1970 i lavori di De Felice (che aggiunge due cilindri in cemento armato e strutture in acciaio, oltre ad una eccessiva selva di teche di legno che creano notevoli problemi di stabilità alledificio) e tra il 1980 e il 1985 gli interventi di bonifica e consolidamento dei solai. Con il nuovo progetto la superficie espositiva verrà raddoppiata, si vedrà il recupero degli spazi originari dei tre piani del palazzo e la novità del collegamento con gli ambienti del settecentesco convento della Gancia adiacente alledificio. Lidea dei progettisti del Centro del catalogo e restauro, che hanno lavorato insieme a Vincenzo Abbate, è quella di «unire» galleria e convento e collegarle anche allOratorio dei Bianchi, per realizzare un percorso che va dal medioevo al Settecento, tra pittura, scultura e architettura. Altre novità importanti sono la realizzazione di un ascensore interno alledificio e la presenza di una serie di scale aperte alla luce che salendo verso il soffitto daranno modo di ammirare un affresco che verrà posto sul tetto. Inoltre verranno liberate le finestre del secondo piano, al momento oscurate, e smontati i macchinari attualmente alloggiati sulle terrazze, che potrebbero essere recuperate e fruite come spazi per il pubblico. Verrà recuperato il secondo ingresso che si trova su via Alloro, e che accede alla Cappella della Pietà, al momento non visitabile perché trasformata dal progetto di Carlo Scarpa in deposito: questo spazio verrà destinato a sala polivalente, per mostre temporanee e conferenze. Nel gruppo di lavoro che ha redatto il progetto ci sono anche gli architetti Ermanno Cacciatore e Roberto Garufi; il costo del progetto sarà di circa tre milioni di euro, la gara dappalto è già stata bandita, il tempo stabilito per la consegna è di diciotto mesi. Il progetto per lesposizione delle opere vede la presenza di una serie di pannelli autoportanti modulari a onde, che faranno un po da quinte, raccogliendo le opere per percorsi tematici e temporali. Il progetto di illuminotecnica è stato affidato a Piero Castiglioni, già autore dei progetti di illuminazione di Palazzo Grassi, Louvre e Museo dOrsay. Durante questo periodo, la Galleria chiuderà i battenti: alcune opere, quelle più importanti e soprattutto movibili - inutile pensare al Trionfo della Morte, ad esempio, che non potrà essere visto per tutto il periodo dei lavori - saranno esposte in altra sede, forse allAlbergo delle Povere. Per una delle opere più celebri, lAnnunciata di Antonello da Messina, è stata stabilita una trasferta espositiva presso il Museo diocesano di Milano. E così in concomitanza dei lavori di restauro al Museo archeologico Salinas, la città vedrà la chiusura di due suoi gioielli.