IN COMMISSIONE cultura della Camera dei deputati è guerra fino all'ultimo emendamento per l'approvazione del Testo Unico che darà vita al museo della moda italiana, il polo museale che racconterà e custodirà il grande patrimonio della moda italiana. Ma sul progetto di legge e in particolare sull'individuazione di Milano come sede del nuovo museo e sulla scelta di Como e Firenze come sedi «satellite», si leva la voce di Micol Fontana, la modista per eccellenza, che insieme alle sorelle contribuì a far conoscere al mondo la creatività e il gusto italiani. «Si pensa che Milano sia la sede naturale per un museo della moda, ma Roma dove la mettiamo? - spiega indignata Micol, vivace signora novantenne - La culla della creatività della moda è proprio la Capitale, Milano è stata la città dove si è dato alla moda un grande impulso commerciale, ma le idee, sono nate qui». Nel 1994 fu lei a creare la Fondazione Micol Fontana che raccoglie quel patrimonio della storia del costume costituito dalla Casa di mode Sorelle Fontana. «La moda ha fatto nascere il mito del "made in Italy" - spiega la signora Fontana - ed è un'arte che non va trascurata: un grande museo degno della sua importanza ci voleva, ma mi rendo conto che ci vuole qualcuno che metta in chiaro il grande ruolo che svolse Roma nella nascita della moda. Mi rivolgo anche al sindaco Veltroni, perché si impegni a difendere il nome della città e lo promuova anche in questo importante settore». Tra gli emendamenti al testo unico per l'Istituzione del museo della moda figura anche la proposta di inserire la Fondazione Micol Fontana con sede a Roma. L'on. Daniela Santanchè di An, tra i firmatari del testo non ha dubbi sul primato milanese: «Milano è riconosciuta a livello mondiale come la città della moda, quindi deve essere deputata a sede del Museo della moda Italiana, - ha scritto nell'introduzione al disegno di legge - il mondo della moda italiana ha, oggi più che mai bisogno di essere credibile, non solo nel business, ma anche nell'immagine a livello internazionale». Intanto le sorti del nascituro museo, già pomo della discordia, si giocano tutte nella commissione parlamentare, dove i firmatari del provvedimento contano di approvarlo, in sede deliberante prima della pausa estiva. Sempre che maggioranza e opposizione trovino un compromesso, e che gli emendamenti sulla Roma caput modae non ostacolino troppo i lavori.
Moda, apriamo il museo a Roma
La Commissione cultura della Camera dei deputati è in discussione per l'approvazione del Testo Unico che darà vita al museo della moda italiana. Micol Fontana, modista e fondatrice della Fondazione Micol Fontana, si è rivolta al sindaco di Roma, Veltroni, per difendere il nome della città e promuovere il ruolo di Roma nella nascita della moda. Fontana sostiene che Roma è la culla della creatività della moda e che il museo della moda italiana dovrebbe essere sede a Roma. L'on. Daniela Santanchè di An sostiene invece che Milano è la città della moda e dovrebbe essere sede del museo. La commissione parlamentare è in discussione per l'approvazione del testo unico, con emendamenti che potrebbero influire sulla scelta della sede del museo.
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