Flop e successi delle mostre sotto la Madonnina. A Milano De Lempicka e Boccioni hanno fatto il botto, Basquiat decolla, mentre Hartung resta al palo. Perché? La parola agli organizzatori. Mostre top o mostre flop? Milano è divisa in due. Palazzo Reale entra a pieno titolo nella hit parade dei meneghini e proroga le esposizioni di un altro mese (Tamara De Lempicka, con 110 mila visitatori in quattro mesi, fino al 18 febbraio, e Umberto Boccioni, con 60 mila, sino al 25). La Triennale Bovisa, invece, non sale nemmeno sul podio, e Hans Hartung «zoppica» con i suoi 12 mila visitatori in un mese e mezzo di apertura. «C'era da aspettarselo» dice a Economy Vittorio Sgarbi «con una scelta del genere: invece di seguire il flusso, dalla Bovisa hanno preferito andare controcorrente». Hartung è sì un maestro dell'Informale, la risposta europea alla crisi morale, politica e ideologica del secondo dopoguerra, ma, a detta dell'assessore alla Cultura di Milano, per inaugurare uno spazio dedicato all'arte contemporanea ci voleva un nome più accattivante, non un artista morto da vent'anni di cui la massa ignora l'esistenza. Accontentare il popolo, dunque, e affidarsi alla strategia, è il segreto di Sgarbi. «La De Lempicka è legata a doppio filo al mondo della moda» continua l'assessore «e ha un forte impatto massmediatico. Basti pensare che nella trasmissione televisiva La Pupa e il secchione si sono scelti come arredi della villa pannelli che riproducevano le sue opere. Di Boccioni, poi, c'è poco da dire, chi non lo conosce? È addirittura sulle monete da 20 centesimi! Ma Hartung...». Per avere più affluenza sarebbe stato sufficiente invertire le mostre della Triennale, suggerisce allora il critico: il popolarissimo Jean-Michel Basquiat (coi suoi 80 mila spettatori) alla Bovisa, dove ci devi andare apposta ma lo fai, se è per vedere il re dei graffiti. E il buon vecchio Hartung nella sede di via Alemagna, in centro, accessibile a tutti. «Ma non avrebbe avuto senso» ribatte Davide Rampello, il vulcanico presidente della Triennale. «Basquìat chiude la trilogia iniziata con Andy Warhol e Keith Haring, perché spostarlo di sede?». Ecco perché Rampello resta fermo sulle sue scelte: Hartung e un perfetto rappresentante della contemporaneità e le sue valutazioni si stanno alzando rapidamente in tutta Europa. F poi, conclude il presidente della Triennale, è presto per dire se la mostra è davvero un flop. «Le vacanze natalizie ci hanno penalizzati e mancava il popolo degli studenti universitari, cui la sede fa riferimento».
Sgarbi contro Rampello, un duello molto artistico
La mostra di Hans Hartung alla Triennale Bovisa è stata un flop, con solo 12 mila visitatori in un mese e mezzo. Invece, la mostra di Tamara De Lempicka e Umberto Boccioni al Palazzo Reale è stata un successo, con 110 mila visitatori in quattro mesi. L'assessore alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, ha spiegato che la scelta di Hartung come artista per la Triennale era stata una mossa controcorrente, ma che non aveva funzionato. Sgarbi ha anche sottolineato che la De Lempicka ha un forte impatto massmediatico e che la sua mostra è stata più popolare.
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