L'ultima idea per recuperare a Milano la fantasiosa fontana del parco, vittima di vandalismi e agenti atmosferici. Affollata vasca con due bagnanti, un cigno, una palla, una cabina, un trampolino Ingabbiata in una recinzione. Arrugginita nelle parti in ferro. Deturpata dai graffiti. E, da anni, a secco. Non scorre acqua nella «Fontana dei bagni misteriosi», realizzata nel 1973 da Giorgio de Chirico. Doveva essere un'oasi di metafisica magica nel parco Sempione, centro di Milano. Ma prima vento e pioggia (che hanno rovinato le sculture), poi graffitari e vandali, infine la politica distratta e colpevole, l'hanno trasformata in un monumento all'abbandono. Metafisica del degrado. L'ultima promessa è del neoassessore alla Cultura. Vittorio Sgarbi: «Il restauro partirà, sarà il Comune a pagarlo». Carte firmate però, finora, non ce ne sono. Anni di annunci: «La fontana sarà restituita ai milanesi», «Tornerà al suo splendore». Risultati, poco e niente. Pur con le varie ipotesi proposte qua e là nel tempo: una pellicola protettiva, una recinzione. Perfino l'acqua a un certo punto sembrò un rimedio. Perché nei piani originari la fontana era vuota, con effetti e riflessi dipinti dall'artista. Un giorno però si decise di «allagarla» davvero, per scoraggiare i vandali dall'avvicinarsi alle statue. Per sporcare e danneggiare, bisognava fare un tuffo, e qualcuno si tenne alla larga. Oggi però i busti dei «bagnanti», le figure principali, sono ricoverati in un magazzino della Triennale. L'ultimo capitolo della saga restauro da occasione in questi giorni per l'ennesima punzecchiatura tra Palazzo Marino e Soprintendenza. Dice Sgarbi: «Sarà il Comune a occuparsi di questa faccenda senza l'intervento della soprintendenza, che per una volta non ha titolo a essere interpellata visto che l'opera è del 73». Con un piccolo retroscena, svelato sempre dall'assessore, che rischia di allungare ancora i tempi. Un restauratore aveva fornito un primo preventivo, ma quando si è saputo che la commissione arrivava dal Comune, dunque era pubblica, quella cifra sarebbe improvvisamente lievitata. A occuparsi della fontana dovrebbe essere allora «lo stesso professionista di fiducia che interviene a Palazzo Té a Mantova». La vasca di 140 metri quadrati, a forma di stomaco, comprende anche un cigno, una palla, una cabina su palafitte, un trampolino. La fontana fu realizzata da de Chirico per la mostra «Contatto Arte Città», curata da Giulio Macchi. Finanziatore dell'opera e della rassegna, il conte Paolo Marzotto, proprietario delle cave di pietra di Vicenza. materiale calcareo e molto poroso utilizzato per le sculture. È qui, nel materiale, il punto debole: la vulnerabilità al gelo, alla pioggia, ai muschi e ai licheni. Dunque, spunta l'ultima idea per la protezione dagli agenti atmosferici: una tettoia.
Bagni misteriosi al riparo di una tettoia?
L'ultima idea per recuperare a Milano la fontana del parco, vittima di vandalismi e agenti atmosferici. La fontana, realizzata nel 1973 da Giorgio de Chirico, è stata trasformata in un monumento all'abbandono. L'ultima promessa è del neoassessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che ha affermato che il restauro partirà, sarà il Comune a pagarlo. Tuttavia, finora non ci sono carte firmate per il progetto. Anni di annunci e promesse, ma poco e niente. La fontana, con le sue statue e le figure principali, è stata ricoverata in un magazzino della Triennale.
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