Tuvixeddu, interpellanza al ministro di Emanuele Sanna e Amalia Schirru Un'interpellanza su Tuvixeddu è stata presentata in Parlamento da Emanuele Sanna e Amalia Schirru. I due deputati ds dell'Ulivo domandano ai ministeri dei Beni culturali e dell'Ambiente di sapere «quali siano i provvedimenti che intendono assumere ai sensi del codice Urbani per sostenere l'azione degli organi regionali in particolare per il rispetto del vincolo paesaggistico». L'atto a cui si riferiscono riguarda il provvedimento regionale che «blocca il processo edificatorio di ben 273 mila metri cubi e la realizzazione di una strada a ridosso della necropoli come previsto in un contestato accordo di programma del 2000». Legambiente, intanto, ribadisce la «posizione favorevole alla riduzione drastica della prevista edificazione» e promuove una visita guidata nel sito. Continua, intanto, il lavoro della commissione regionale al Paesaggio insediata lunedì scorso e che martedì prossimo dovrebbe precisare i limiti del vincolo di non edificazione sul colle di Tuvixeddu, ampliando l'area di notevole interesse pubblico. Per il momento i lavori sono stati bloccati: sia quelli relativi alle residenze che all'urbanizzazione, condotti dalla Coimpresa, che le opere appaltate dal Comune e che riguardano la realizzazione del parco archeologico naturalistico e della strada che da via Is Maglias porta a Is Mirrionis. Tutti interventi che fanno parte del progetto di lottizzazione integrata proposto dal privato e siglato con l'accordo di programma del 2000 (da Coimpresa, Comune, Regione e organismi preposti alla tutela archeologica e culturale). La Coimpresa, però, contesta il blocco dei lavori e afferma che questo tipo di accordo è un contratto di natura privatistica regolato dal codice civile, e che non si può disdire unilateralmente. E sindaco Emilio Floris, pur avendo ereditato il patto del 2000, precisa che occorrono regole certe e che le parti devono essere chiamate a «rivedere assieme l'accordo di programma». La Regione, da parte sua, spiega che il blocco è stato deciso sulla base del codice Urbani (che regola in campo nazionale la tutela dei beni culturali) e che, in questo caso, il governo dell'isola opera con la delega del ministero. Da qui la predisposizione della commissione regionale al Paesaggio che deciderà sull'allargamento del vincolo totale. L'orientamento è quello di ampliarlo alla fascia di via is Maglias: per rendere visivamente aperto il colle anche da quella parte senza, quindi, «la cintura di costruzioni previste che limitano lo sguardo sull'area». Filosofia che punta all'unità paesaggistica del colle: della parte archeologica con quella non interessata alle antiche tombe che ne fanno la necropoli fenicio-punica più importante del Mediterraneo. Ieri, poi, la Regione si è mossa per rimediare al blocco di tutti i cantieri dell'area. La determina che ha fermato i lavori è, infatti, stata redatta sulla base di una cartografia sbagliata che ha incluso anche zone che non hanno a che fare col colle. E così sono state fermate, ad esempio, pure le opere di recupero del teatro Massimo di viale Trento. In parallelo anche la sovrintendeza ai beni archeologici ha fatto presente che i lavori per il parco specifico (anch'essi stoppati) dovrebbero riprendere al più presto per non danneggiare, indirettamente, gli interventi già fatti Per questi motivi, informa l'assessore regionale Carlo Mannoni (Lavori pubblici e ad interini Pubblica istruzione), entro oggi «si cercherà di sbloccare la situazione in modo che questi lavori possano continuare». In contemporanea è arrivata negli uffici del governo dell'isola la documentazione sulle licenze edilizie rilasciate dal Comune per la lottizzazione della Coimpresa: una risulta essere dell'agosto del 2006, successiva al maggio dello stesso anno, mese di entrata in vigore del Piano paesaggistico regionale (Ppr) che «blocca qualsiasi nuova concessione non conforme al Ppr». E nel caso di Tuvixeddu il nuovo strumento di regolazione del territorio impone il vincolo paesaggistico (che, salvo rare eccezioni, esclude le edificazioni) a tutta l'area. Impostazione e problemi, questi, che non hanno convinto l'assessore comunale Gianni Campus (Urbanistica) che l'altro ieri in Consiglio ha lamentato «il non rispetto delle regole» da parte della Regione. Marco Espa (capo gruppo dell'Ulivo) ha, invece, criticato il sindaco Floris per aver partecipato alla conferenza stampa della Coimpresa: «Un atto istituzionalmente non corretto». Mentre il primo cittadino ha precisato che anche il privato è firmatario dell'accordo di programma e che, in questo caso, tutti i soggetti hanno pari dignità. Per chiarire meglio all'assemblea municipale che cosa sta avvenendo a Tuvixeddu, i consiglieri Claudio Cugusi (Rifondazione) e Radhuan Ben amara (Comunisti italiani) hanno chiesto al sindaco di domandare al governatore della Sardegna Renato Soru di recarsi in assemblea comunale per spiegare la sua politica verso il colle. Nei prossimi giorni, inoltre, il ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli dovrebbe rispondere alla interpellanza di Sanna e Schirru che, nel documento, rilevano anche «che la progressiva compromissione del colle di Tuvixeddu e di quello di Tuvumannu è avvenuta purtroppo anche per la inerzia e la vulnerabilità degli organi periferici dello Stato per la tutela dei beni culturali e architettonici». Sanna, infine, interesserà del problema anche Carlo Ripa di Meana nella sua qualità di presidente nazionale del Comitato per il paesaggio. E Legambiente, come accennato, plaude all'iniziativa regionale e sottolinea come il «Ppr giustamente riconosca il valore paesaggistico del colle di Tuvixeddu, comprendendo nel vincolo un'area più vasta della necropoli che si sviluppa per circa sessanta ettari». Nei prossimi giorni i due appuntamenti più importanti: la riunione della commissione regionale al Paesaggio, da un lato, e del comitato per la verifica dell'accordo di programma del 2000 dall'altro: entrambi previsti per martedì prossimo.