Lo ha ribadito al meeting Ambrosetti di Napoli il ministro con delega al turismo, Francesco Rutelli Per dare maggior valore aggiunto all'offerta turistica italiana L'Italia non attrae più. Le capacità del paese di essere un player mondiale vincente si sono appannate: la perdita di competitività, le difficoltà di alcune grandi aziende di livello nazionale, la concorrenza dei paesi emergenti, insieme con l'insicurezza nella popolazione, non fanno che accentuare il senso di una svolta non più procrastinabile per un reale processo di rilancio del sistema paese. Ciononostante, il settore delle vacanze continua ad avere un peso rilevante nell'economia nazionale, con un impatto diretto e indiretto pari al 12 del pii e al 10 dell'occupazione. Lo impongono le sfide imposte dalla globalizzazione e le tendenze della nuova industria delle vacanze a livello internazionale, che prevede un aumento dei flussi turistici entro il 2020 da 600 milioni a un miliardo e mezzo. Occorre, dunque, una svolta, ripensando quello che accadrà in un prossimo futuro, operando con azioni, fino adesso rivolte alla logica dello sfruttamento del patrimonio nazionale, indirizzate verso una strategia fondata sull'innovazione e sulla competitività. A contribuire in questo processo ci pensa Ambrosetti attraverso «The european house», con l'advisory bond Sistema turismo Italia. Lo fa con uno studio presentato ieri a Napoli nel corso di una giornata di lavoro, a cui hanno partecipato alcuni tra i maggiori protagonisti del settore turistico e i rappresentanti delle istituzioni chiave, tra cui il vicepresidente del consiglio con delega al turismo, Francesco Rutelli. Ed è stato proprio il vicepremier ad affermare che il giro d'affari del comparto, benché in crescita, è ancora ridotto rispetto alle effettive potenzialità. Il paese, ha detto Rutelli, deve promuovere un ripensamento profondo delle proprie attività ospitali, spostando l'attenzione dal prodotto-albergo al prodotto-territorio. In quest'ottica è evidente che alcuni fattori quali «l'accessibilità, la sicurezza, la qualità e il management sono fattori che più di prima sono in grado di conferire vantaggio competitivo e valore aggiunto economico». È anche essenziale intercettare la domanda di turismo che viene espressa e verso la quale il paese dimostra scarsa flessibilità. In questo contesto, per il vicepremier, il legame tra turismo e territorio rappresenta la combinazione più corretta, in grado di attrarre sia flussi di vacanzieri sia risorse economiche. Anche a questo, secondo Rutelli, servirà il Comitato di orientamento delle politiche turistiche, insediato di recente. Ma come dovrà prepararsi il paese per un effettivo salto di qualità rivolto a recuperare fette di mercato? Lo studio Ambrosetti parte da alcuni assunti prioritari, come hanno spiegato i senior partner dell'organismo, Valerio de Molli e Paolo Borzatta: il turismo è una competizione tra sistemi territoriali, è fonte primaria di ricchezza, è tuttavia un prodotto debole, perché non coinvolge tutte le eccellenze delle risorse. Inoltre, va attratto con adeguati servizi e infrastrutture e necessità di più complete e migliori competenze manageriali. Per rimuovere le patologie di crisi, Ambrosetti parte da due punti fermi: dare centralità al sistema di governo del settore mediante la istituzionalizzazione delle competenze, aumentare la professionalità a tutti i livelli sfruttando internet («Oggi solo il 5 delle strutture alberghiere italiane è on-line a fronte del 35 in Europa», ha affermato Fabio Lazzerini, a.d. di Amadeus Italia), sviluppare la promozione all'estero con un'immagine unitaria del paese, realizzare il portale del turismo e, infine, incentivare la crescita degli operatori mediante misure fiscali e più formazione. Lo studio non si limita a proporre soltanto queste azioni. Lancia infatti la proposta della creazione di un'unità di crisi, da gestire a livello centrale, con l'obiettivo d'intervenire con tempestività ed efficacia quando vi siano situazioni di criticità significative. E sul fattore professionalità punta il coordinatore degli assessori al turismo delle regioni, Enrico Paolini, secondo cui «la qualità è il solo fattore a fare la differenza e le regioni devono muoversi unicamente in questa direzione». Il primo banco di prova, secondo Paolini, è l'allestimento del nuovo portale telematico Italia.it.
meeting Ambrosetti di Napoli. Bisogna vendere il territorio
Il ministro con delega al turismo, Francesco Rutelli, ha ribadito l'importanza di dare maggior valore aggiunto all'offerta turistica italiana per attrarre nuovi flussi di turisti. Il settore delle vacanze ha un impatto diretto e indiretto significativo sull'economia nazionale, ma la concorrenza dei paesi emergenti e l'insicurezza nella popolazione hanno ridotto la competitività italiana. Per superare queste sfide, Rutelli propone di spostare l'attenzione dal prodotto-albergo al prodotto-territorio, enfatizzando l'importanza dell'accessibilità, la sicurezza, la qualità e il management.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo