Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Quartu Sant'Elena si è occupato dell'abuso edilizio realizzato sulla costa di Terra Mala dall'assessore comunale alla cultura Tonio Pani. Un fatto ordinario per Quartu, l'abusivismo edilizio. Quasi un titolo di merito. Nel giugno 2006 sempre il Consiglio comunale quartese aveva anche modificato il regolamento edilizio consentendo il cambio di destinazione d'uso agli immobili abusivi condonati: un provvedimento che, accompagnato dal perdurante blando impegno contro l'abusivismo edilizio, non fa che accrescere gli incentivi all'illegalità ed al degrado ambientale. Quartu continua a presentarsi come la capitale dell'abusivismo edilizio in Sardegna. E una delle capitali dell'abusivismo edilizio in Italia. Di fatto è l'unico Comune sardo ad avere la mappa pressochè completa dell'abusivismo edilizio sul proprio territorio. Nel 1995 - al termine dell'operazione condono in base alla legge 471985 - sono risultati circa 10.400 casi di abusivismo (al terzo posto in Italia per numero di casi, dopo Napoli e Gela), dei quali 127 "insanabili parziali" e ben 486 "insanabili totali". Ben 2.858 casi di abusivismo, per 739.007 metri cubi di volumetria complessiva, sono risultati nelle zone "F" (turistiche) costiere ed altri 1.336 casi nelle zone "E" (agricole), per 490.971 mc di volumetria complessiva. Dopo il secondo condono edilizio (leggi 7241994 e 6621996) i casi di abusivismo "insanabili totali" sono scesi a 147, gli "insanabili parziali" a 72. Fra i casi più eclatanti di abusivismo edilizio in aree di rilevante interesse ambientale a livello regionale si devono ricordare i 185 edifici abusivi dentro il parco naturale di Molentargius-Saline (tra Cagliari e Quartu). Negli ultimi anni l'Amministrazione comunale ha predisposto oltre 25 piani di risanamento ancora in gran parte inattuati. Sono cresciuti a dismisura gli oneri economici collettivi per dotare dei necessari servizi (depurazione, acqua, energia elettrica, smaltimento rifiuti, scuole, ecc.) gli "abusi condonati", per una spesa complessiva stimata in oltre 222 milioni di euro, a fronte di circa 1820 milioni di entrate derivanti dalle oblazioni di legge. Riguardo l'ultimo condono edilizio (2003-2004) sono state presentate oltre 3.500 istanze di condono relative ad altrettanti abusi edilizi: un numero di notevole rilievo, visto che a livello nazionale le domande sono state 102.126 (dati Confedilizia). Al Comune di Cagliari, ad esempio, le istanze presentate sono 2.300. Si deve ricordare che neppure sotto il mero profilo finanziario il condono edilizio è stato vantaggioso per lo Stato: nel 1985, a fronte di una previsione di entrata di 2.995 milioni di euro, le entrate effettive furono pari al 58; nel 1994, a fronte di un gettito previsto di 2.531 milioni di euro, le entrate effettive furono del 71. Attualmente, a fronte di una previsione di entrata pari a 3.165 milioni di euro, si stimano solo il 40 di entrate effettive. La situazione non è, purtroppo, migliorata con gli anni a seguire. Nel 2004 sono stati accertati ben 420 casi di abusivismo edilizio nel solo territorio comunale di Quartu Sant'Elena. Nell'agosto 2005 sono stati riscontrati ben 25 casi di abusivismo edilizio totale in area costiera (Flumini). Nel 2006 le strutture comunali hanno riscontrato circa 450 nuovi abusi edilizi, totali e parziali. A maggio 2006 il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha posto sotto sequestro penale tre villette abusive nella pineta di Baia Azzurra (Is Mortorius). Nel novembre 2006 il Nucleo di vigilanza edilizia della Polizia municipale ha posto sotto sequestro a Costa di Sopra una lottizzazione abusiva con 27 lotti già predisposti, di cui 15 già edificati. Nel dicembre 2005 l'Amministrazione comunale aveva dichiarato di voler migliorare la vigilanza sul territorio, coinvolgendo una non nota associazione ambientalista per svolgere controlli e segnalazioni. Lo stesso sindaco Ruggeri annunciava che presto sarebbero state messe in campo tutte le iniziative di legge contro l'abusivismo edilizio. Compresa l'acquisizione al patrimonio comunale e la demolizione ed il ripristino ambientale, così come prevede la legge. Dopo un anno abbondante, non si è visto proprio nulla. L'unica vera soluzione per affrontare efficacemente il fenomeno è portare a compimento i procedimenti amministrativi di acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli abusi edilizi riscontrati e non demoliti dai trasgressori, e di demolizione di quelli non compatibili con le norme di salvaguardia ambientale, in primo luogo dove sussistono vincoli di conservazione integrale (es. la fascia costiera dei 300 metri dalla battigia marina). Altrimenti saranno soltanto miseri palliativi, oltraggi alla legalità ed all'ambiente e palesi delusioni per i cittadini rispettosi della legge. Da più di dieci anni le ruspe della legalità hanno i motori spenti.