Sotto accusa anche gli amministratori della 'Stim spa'. Un green sullo stagno riservato ai turisti ma il progetto era senza il nullaosta. CAGLIARI. Per il campo da golf abusivo che la 'Stim spa' voleva realizzare vicino allo stagno di Chia c'è il giorno della resa dei conti: il 22 maggio i cinque imputati dovranno presentarsi davanti al giudice monocratico Cristina Ornano per aver modificato un'area destinata ad attività agricole senza il nullaosta paesaggistico e aver compiuto un intervento risultato poi in difformità dall'autorizzazione comunale. Sotto accusa sono l'amministratore delegato della 'Stim spa' Antonio Cavalieri, personaggio notissimo come organizzatore del premio giornalistico Chia. Con lui, il responsabile dell'ufficio amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l'amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, l'esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau, difesi dall'avvocato Guido Manca Bitti. La vicenda è nata nel giugno del 2004: sono stati gli uomini del servizio investigativo della Guardia Forestale, dopo l'esposto del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra a controllare l'area vicina allo stagno di Chia. Conferma immediata: scavi, superfici sterrate, paletti di delimitazione, come se qualcuno stesse preparando il terreno a un intervento piuttosto pesante. Eppure il cartello di inizio lavori indicava soltanto generiche «opere di miglioramento fondiario» legate alla concessione numero 805 del 7 febbraio 2005. In realtà - come gli stessi responsabili della Stim confermeranno pubblicamente - l'idea era di realizzare un campo da golf in un'area di straordinario pregio ambientale, ma purtroppo per la società di Cavalieri protetta da vincoli assoluti, oltre che dalla legge 'salvacoste' elaborata dal governo Soru e approvata a dicembre 2004. Alla Forestale non restava che redigere un rapporto dettagliato, consegnato pochi giorni dopo alla Procura insieme ai documenti sulla concessione, alle fotografie del sito e ad altri rilievi compiuti dagli agenti. Esaminato il carteggio, il pm Pilia ha ordinato il sequestro giudiziario dell'area e iscritto al registro degli indagati due dirigenti della 'Stim spa'. Respinta dal tribunale del riesame l'istanza di dissequestro del cantiere l'indagine è andata avanti spedita fino alle conclusioni. E sono finite nel calderone giudiziario anche altre tre persone.
Per il golf abusivo a Chia Laguna in cinque a giudizio il 22 maggio
Il 22 maggio, cinque imputati dovranno presentarsi davanti al giudice Cristina Ornano per aver modificato un'area destinata ad attività agricole senza il nullaosta paesaggistico. Sotto accusa sono l'amministratore delegato della 'Stim spa' Antonio Cavalieri, il responsabile dell'ufficio amministrativo Piermario Rigoni, l'amministratrice unica Ombretta Frisiera, l'esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau. La vicenda è nata nel 2004, quando gli uomini del servizio investigativo della Guardia Forestale hanno controllato l'area vicina allo stagno di Chia e hanno trovato scavi, superfici sterrate e paletti di delimitazione.
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