II TURISMO sarà uno dei fenomeni socio-economici più rilevanti dei prossimi anni. In Italia è una grande fonte di ricchezza con un apporto al Pii nazionale del 12 circa e occupati diretti ed indiretti pari a 2,3 milioni (il 10 dell'occupazione complessiva). Parimenti il turismo nel nostro Paese ha vissuto anni di difficoltà con una perdita di competitività e di posizioni nelle classifiche internazionali: dal primo posto del 1970 al quinto di oggi. In questo contesto anche la Campania ha registrato delle luci e delle ombre. Nel 2005 gli arrivi - oltre 4,3 milioni - hanno mostrato una flessione del 2,0 rispetto al 2004, mentre le presenze, oltre 19 milioni, sono state inferiori del 3,5 rispetto al 2004. Anche 0 saldo valutario tra turismo incoming e outcoming, nonostante gli 1,3 miliardi di euro rappresentati dalla spesa dei turisti stranieri nella Regione, è risultato complessivamente negativo per circa 250 milioni. In altre parole, i cittadini della Campania hanno speso per il turismo fuori dalla loro Regione, molto di più di quanto gli altri italiani più gli stranieri non abbiano Speso in Campania. Questi dati, se da un lato rimandano ad una necessaria presa di coscienza delle criticità dell'offerta turistica regionale, dall'altra non possono che far pensare ad una straordinaria opportunità per la Campania e più in generale per il Mezzogiorno. Cosa fare allora per coglierla? A nostro avviso occorre proseguire sulla direzione che l'assessore Di Lello ha tracciato e formalizzare presto un piano di rilancio almeno quinquennale, che si ponga l'obiettivo di far fare alla Campania un cambio di marcia significativo. È necessario uno sforzo sistemico da parte di tutti per ottenere cambiamenti significativi. Gli investimenti nel nuovo marchio della Regione, il prossimo Osservatorio del Turismo, gli stessi Stati generali di Paestum dello scorso ottobre rappresentano la giusta strada per mettere proficuamente a sistemale indubbie eccellenze di livello internazionale che la Regione offre. I primi dati del 2006 danno conferma di questa inversione di rotta: nel primo semestre si è avuto un aumento medio degli arrivi intorno al 5 con picchi quali quelli registrati da Capri (12,88), dalla penisola sorrentina (7,02) o da Napoli (2,43), per citarne alcuni. La Campania, ha quindi scelto di «fare» e questi segnali incoraggianti non possono che essere considerati come un incentivo a proseguire nell'opera di valorizzazione del potenziale turistico. Se si pensa che oggi il rapporto tra la spesa dei turisti stranieri e il Pii regionale si attesta intorno all'1,4, laddove in regioni quali il Trentino o la Valle d'Aosta è intorno al 9 e che la Campania, posizionandosi su percentuali simili potrebbe avere maggiori entrate per oltre 6,5 miliardi di euro, è intuibile come il turismo rappresenti una leva chiave di enorme potenziale per lo sviluppo dell'intero sistema economico-produttivo campano e nazionale. È indubbio infatti che l'attrattività e la capacità dell'Italia -intesa come sistema Paese - di essere un player mondiale «vincente» si sono negli ultimi tempi appannate. La perdita di competitività, le difficoltà di alcune grandi aziende nazionali, la concorrenza dei Paesi emergenti e di altre aree geografiche, l'insicurezza che permea la popolazione, non fanno che acuire il senso di urgenza per un processo di rilancio del sistema economico-produttivo. All'interno di questo processo, il turismo può - e deve - essere un volano chiave. Per individuare azioni concrete per il rilancio della destinazione Italia, Ambrosetti - The European House ha fondato l'Advisory Board Sistema Turismo Italia. Il lavoro è stato guidato da un comitato scientifico che ha raccolto alcune tra le migliori esperienze internazionali nel settore. Le risultanze e le proposte di azioni concrete del progetto verranno presentate oggi a Napoli, a Castel dell'Ovo, nel corso di una giornata di lavori a cui parteciperanno, oltre ai membri dell'Advisory Board, anche molti importanti protagonisti del settore turistico (tra gli altri Gabriele Burgio, presidente e amministratore delegato di NH Hoteles; Arnaldo Mufioz, generai manager Sud Europa di Easyjet; Fabio Lazzerini, amministratore delegato di Amadeus) e i rappresentanti delle istituzioni chiave: il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il sindaco Rosa Russo Iervolino, il presidente di Enit Umberto Paolucci e il coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo Enrico Paolini. Questo forum vuole essere il primo passo per l'istituzione di un momento annuale di confronto-discussione di altissimo livello - la «Cernobbio del turismo» a Napoli - sulle tematiche legate al turismo. Crediamo infatti che i tempi siano ormai maturi per «unire le forze» e definire una visione per il futuro ed una strategia condivisa affinché l'Italia possa essere vincente nel turismo di oggi - e soprattutto in quello di domani.