«II MINISTRO Rutelli sa benissimo quello che deve fare per le Ville vesuviane». Pietro Lezzi autore nel 1970 della proposta di legge che portò all'istituzione dell'Ente Ville Vesuviane, già parlamentare italiano ed europeo e sindaco di Napoli dall'87 al '90, propone una ricetta facile. Per l'ex presidente dell'Ente Ville l'unica cosa da fare è approvare lo statuto, subito. Ma siamo alla seconda stesura e l'ok non arriva. «Il commissario straordinario, la dottoressa Oliviero, ha speso gli ultimi tre anni, oltre che a lavorare per la tutela e la valorizzazione delle ville, anche nella stesura della seconda versione dello statuto, con frequenti incontri con la direzione generale del ministero per i Beni Culturali. Poi c'è stato il cambio di governo e tutto si è bloccato». Perché? «Perché nessuno si interessa di questa cosa». Nessuno chi? «Il ministero per i Beni culturali». Non sarà anche un po' colpa del territorio se certe istanze locali non vengono accolte? «Ma per carità. Sia l'ente sia i Comuni vesuviani hanno fatto sentire forte e chiara la loro voce». E gli altri enti? «Dal Comune di Napoli, che pure sulla carta fa parte del consorzio dei soci fondatori dell'Ente Ville, non è mai venuto nessuno. La verità è che su quest'area si fanno tante chiacchiere e pochi fatti. A volte basterebbe anche un segnale». Per esempio? «Perché si fa la montagna di sale a Napoli e non in una piazza della provincia?». Perché? «Si dovrebbe chiedere alla Regione». La bozza di statuto prevede, sulla scorta del Codice Urbani, anche la partecipazione di privati. «C'è un grande bisogno di finanziamenti». Ma al sud sono pochi i casi di mecenatismo puro. «Dovrebbero intervenire nel rispetto dei limiti delle destinazioni d'uso». La gestione privata è un'alternativa all'abbandono? «Solo se i luoghi non si stravolgono. Insomma: nessuno oserebbe pensare di realizzare stanze d'albergo nel palazzo reale di Napoli».
Lezzi: basta parole, subito lo statuto o si rischia la paralisi
Il ministro Rutelli sostiene che per le Ville Vesuviane è necessario approvare lo statuto subito. L'ex presidente dell'Ente Ville Vesuviane, Pietro Lezzi, propone una ricetta facile per la gestione delle ville. Il commissario straordinario, la dottoressa Oliviero, ha lavorato per la tutela e valorizzazione delle ville per tre anni. Tuttavia, il cambio di governo ha bloccato il processo. Il ministero per i Beni Culturali non sembra interessato, e nemmeno il Comune di Napoli ha fatto sentire la sua voce. L'area è caratterizzata da tante chiacchiere e pochi fatti. Si suggerisce di chiedere alla Regione per capire perché si faccia la montagna di sale a Napoli e non in una piazza della provincia.
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