ALLARME ROSSO in Pinacoteca. «I debiti della sovrintendenza, della quale mi occupo da 27 mesi come reggente senza nessun indennizzo, hanno raggiunto un punto insostenibile. Siamo arrivati a comprarci le cartucce delle stampanti da soli. A febbraio scade il mio mandato e non ho intenzione di continuare in queste condizioni». Lo sfogo è del sovrintendente reggente al patrimonio storico artistico e etnoantropologico per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, Franco Faranda, che ha tracciato un critico bilancio della situazione. «Dobbiamo ai fornitori di servizi qualcosa come 650.000,700.0000 euro ha detto ieri mattina Faranda a margine di una conferenza stampa per la presentazione di alcune iniziative culturali di cui 270.000 solo ad Enel, che ha minacciato di tagliarci l'elettricità. Dal nuovo governo ci aspettavamo un trattamento diverso rispetto al governo Berlusconi, ma , forse a causa di quello che è stato fatto, o meglio, non fatto in precedenza, questo cambiamento non c'è stato. Il nuovo ministro ha continuato con l'accorpamento di sovrintendenze con il procedimento dell'interini, che riguarda numerosi sovrintendenti. E come si possa gestire un ente in questo modo lo sanno loro. Specialmente con il taglio dei fondi per l'attività ordinaria che, negli anni del governo Berlusconi, sono passati, per quanto riguarda la sovrintendenza della quale mi occupo, da 550.000 euro a 70.000 lo scorso anno e lì sono rimasti». Il dato, nella serata di ieri, è stato contestato dal Ministero dei Beni Culturali che in una nota parla di 668 mila euro destinati nel 2006 alla Sovrintendenza del Patrimonio Storico di Bologna con un incremento del 10.7. «Lo scorso dicembre aggiunge il documento il ministero ha accolto totalmente l'ulteriore richiesta del soprintendente di 150 mila euro». MA FRANCO FARANDA non ha dubbi: «In queste condizioni, con queste ambiguità non si può continuare. Non ho idea di come finirà questa sovrintendenza e cosa succederà con l'istituto sovrintendenza in generale». «Forse - ha concluso - arriveranno dei manager incapaci di riconoscere un Carracci da un Caravaggio, che organizzeranno bellissime mostre». L'allontanamento di Faranda dall'incarico, al di là delle sue dichirazioni, appare comunque inevitabile. Il ministero ricorda infatti che lui « è stato nominato reggente grazie al decreto legge n. 4 del 10 gennaio 2006, art. 16, che non è mai stato convertito in legge, per cui il suo incarico scade il 9 febbraio 2007 e non può essere rinnovato. La normativa prevede infatti che solo i soprintendenti possono assumere ad interim altri incarichi direttivi vacanti»'. IL CASO della Pinacoteca non è nuovo. Già nel novembre scorso l'Enel aveva preavvertito l'utenza delle sue intenzioni di disattivare dal giorno 27 l'erogazione dell'energia elettrica a fronte del mancato pagamento delle utenze di quasi due anni.
Il sovrintendente Faranda sbatte la porta: La Pinacoteca è sommersa dai debiti
Il sovrintendente reggente della Pinacoteca di Bologna, Franco Faranda, ha espresso preoccupazioni sulla situazione finanziaria dell'ente, che ha raggiunto un punto insostenibile. I debiti della sovrintendenza sono aumentati e il sovrintendente ha minacciato di non continuare in carica. Faranda ha anche criticato il governo per non aver fornito un trattamento diverso rispetto al governo Berlusconi. Il ministero dei Beni Culturali ha contestato alcune delle affermazioni di Faranda, ma il sovrintendente ha affermato che non può continuare in carica in queste condizioni. Il suo mandato scade il 9 febbraio 2007 e non può essere rinnovato.
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