Franco Faranda, soprintendente reggente del patrimonio storico e artistico e etno-antropologjco per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, si dimette. Dopo il collega di Pompei, Pier Giovanni Guzzo, anch'egli decide di lasciare l'incarico di reggente ricoperto da 27 mesi. «L'8 febbraio scadrebbe l'incarico, non ho avuto notizie dal Ministero - dice -. Da 27 mesi, con uno stipendio da direttore, ho responsabilità e rischi per i quali non ho assicurazioni. Basta con lo spirito di servizio». E con i debiti. Che per questa soprintendenza, dopo il drastico taglio delle risorse iniziato con il governo Berlusconi, ammontano intorno ai 700mila euro. Faranda, quindi, se ne va, contento almeno dei «successi» ottenuti: «Ho risolto il problema dell'accessibilità ai portatori di handicap, e stiamo lavorando a un sito internet destinato a non udenti e non vedenti». Per loro anche visite guidate ad hoc. Altre visite, invece, sono state ideate per frequentatori non abituali (a pranzo con buffet e nel pomeriggio con aperitivo. Fondamentale l'aiuto dei privati perché i soldi pubblici scarseggiano. Al loro posto i quasi 700mila euro di debiti, di cui 270mila con l'Enel. Infatti, con il governo di centrodestra «i finanziamenti per l'attività ordinaria sono crollati da 550mila a 70mila euro». E tali sono rimasti. «Dal nuovo governo ci aspettavamo di più». Non capisce, Faranda, «come si possa gestire questi enti con accorpamenti di sovrintendenze, interni. Non so se ci sia un disegno di smantellamento, magari in futuro avremo magnifici manager che venderanno cultura...». Tempestiva la replica del Ministero che fa sapere di avere dato a questa soprintendenza complessivamente «604mila euro nel 2005 e 668 nel 2006» accogliendo la richiesta di ulteriori 150mila. Inoltre, aggiunge il Ministero, «Faranda è stato nominato reggente in base ad un decreto mai convertito in legge per cui il suo incanto scade il 9 febbraio e non può essere rinnovato.
Si dimette il sovrintendente di Bologna
Franco Faranda, soprintendente reggente del patrimonio storico e artistico e etno-antropologico per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, si è dimesso. Il suo incarico di reggente ricoperto da 27 mesi scade il 9 febbraio. Faranda ha dichiarato di non avere assicurazioni per i rischi e le responsabilità svolte, e di essere contento dei successi ottenuti, come l'accessibilità ai portatori di handicap e il sito internet per non udenti e non vedenti. Ha anche menzionato i debiti di 700mila euro, tra cui 270mila con l'Enel.
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