Nessuna mostra importante può essere realizzata in sei mesi Miracolosamente provveduto di un modello di "decenza quotidiana", nellammirevole persona di mia sorella, inizio col contravvenire al suo suggerimento di non rispondere allarticolo di Armando Besio pubblicato ieri da questo giornale. Il mio assessorato è stato, in questi mesi, un luogo di incontri, animazione e scambi di idee per realizzare progetti e meditare prospettive che, anche per liniziativa più modesta, si possono realizzare in tempi lunghi e medio lunghi, e comunque non in sei mesi. Nei quali per altro, dal nulla, si sono organizzate a Palazzo Reale due mostre di arte egizia, una delle quali aprirà il 25 di gennaio; al Pac lapprezzatissima mostra di Andres Serrano e quella di Grazia Toderi; alla Rotonda della Besana la mostra di Dino Buzzati; a Palazzo della Regione la mostra di Carnera; al Leoncavallo la prima ricognizione dei graffiti milanesi. Nessuna delle quali era stata concepita prima, come le due mostre, per altro di gran successo, di Boccioni e Tamara de Lempicka. Ma vedo che lobiettivo polemico è la mostra dei graffiti sui quali, personalmente, ho combattuto, e pressoché vinto, una battaglia politica di valore simbolico. «Sdoganarli», ora, dal Leoncavallo al Pac, mi sembra una conclusione adeguata e coerente. Nessuna confusione e nessuna incapacità progettuale. La mostra di Luigi Serafini è semplicemente slittata di un mese per richiesta dellartista, che mi sembrava legittimo accogliere; come quella di Lachapelle che, per presentare il suo lavoro completo, ha chiesto tempo fino a settembre. Nessuna delle due mostre è saltata; e neppure quella cinese, semplicemente rimandata perché non fosse un semplice trasferimento della esposizione romana. Quanto ai miei giudizi critici, o alle battute ad effetto non diverse da quella sui graffiti come figurine Panini, non intendo ribattere soprattutto pensando alla universale celebrazione di Basquiat alla Triennale. Pur non stando zitto, ho lavorato e lavoro molto su diversi progetti che avranno rapidamente esito. Nessuna mostra importante può essere realizzata in sei mesi. Ma già prima dellestate il programma inizierà a rivelare una ben delineata forma con la riapertura del Cimac, con le due mostre "Camera con vista" e "Altre voci, altre stanze", in Palazzo Reale; e, se non ci saranno ostacoli burocratici, con linaugurazione di un nuovo spazio per lArte contemporanea. Ma, per non far soffrire di inappetenza i miei estimatori delusi, lunedì presenterò il programma puntuale, con qualche sorpresa, per la stagione primaverile. Il mio metodo, benché impressionistico, non ha niente a che fare con quello di Brescia. E quando ho avuto tempo, come nel caso delle celebrazioni mantegnesche, ho dimostrato di poter raggiungere risultati straordinari, arrivando al milione di visitatori di cui si è compiaciuto il ministro Rutelli. Intanto procedono i cantieri di Palazzo Reale, dellArengario, del Castello, e dello spazio Ansaldo di cui ho costantemente seguito i progettisti, in attesa di individuare larea più conveniente per il museo di Arte contemporanea. assessore comunale alla Cultura