No senza discussione per San Lorenzo, in altre cinque sì, ma solo con la presenza continua di studiosi i cui costi graverebbero su Quadrifooglio Lad della società di smaltimento: "Così le spese rischiano di essere troppo alte" A rischio Mercato Centrale, Carmine, S.Spirito, S.M.Novella e Aldobrandini CASSONETTI interrati in centro. «A Bologna lo si fa, a Firenze il progetto è già incagliato», dice preoccupato lamministratore delegato del Quadrifolgio, Livio Giannotti. Lo stop è arrivato dalla soprintendenza ai beni archeologici: attenti, sotto al centro di Firenze non si scava a cuor leggero, è in soldoni il contenuto della lettera che è arrivata allazienda smaltimento rifiuti. La missiva, che rischia concretamente di far saltare lintero progetto, contiene lelenco delle piazze dove proprio non si scava e di quelle con possibilità di ritrovamenti archeologici sotterranei, ovvero praticamente tutte quelle interessate dai lavori progettati dal Quadrifoglio. In queste ultime, scrive la soprintendenza, i lavori devono essere fatti sotto continua sorveglianza di esperti a spese dellazienda rifiuti. «Con il rischio di mandare tutto a monte al primo ritrovamento di qualsiasi minimo reperto», reagisce Giannotti. Oltretutto un no assoluto la soprintendenza lo ha già detto: niente interramento dei cassonetti in piazza San Lorenzo che avrebbe dovuto essere la prima piazza a veder sparire dalla superficie i cassonetti. I lavori, spiega Giannotti, dovevano partire a dicembre, le gru erano pronte. Ma non se ne è fatto di niente. Il progetto del Quadrifoglio prevede di interrare progressivamente i cassonetti in tutto il centro, sullesempio di Bologna dove in quattro anni si sono fatte 28 postazioni sotterranee. Ogni postazione sotterranea vale 30 cassonetti, costa 350.000 euro (paga Quadrifoglio) e necessita uno scavo di circa quattro metri di profondità. Le prime otto piazze del progetto sono: San Lorenzo; Aldobrandini; Mercato centrale; Indipendenza; Santa Maria Novella con due postazioni, una dalla parte di via dei Banchi e laltra dal lato via della Scala; Salvemini; Carmine; Santo Spirito. Con precedenza, per approfittare della coincidenza con lavori di ristrutturazione previsti dal Comune, a San Lorenzo, Indipendenza, Santa Maria Novella, Aldobrandini, Mercato Centrale. Di queste, San Lorenzo è già eliminata, il resto è a rischio. Perché cosa dice la lettera della soprintendenza? Per prima cosa fa lelenco delle piazza fiorentine a prescindere dai cassonetti da interrare o meno. Tre di queste, Piazza Pitti, Repubblica e Castellani vengono classificate come luoghi dove i reperti archeologici sotterranei sono certi. Altre invece sono indiziate come sedi di ritrovamenti possibili, e cioè piazza Duomo, Aldobrandini, Mercato centrale, Carmine, Santa Maria Novella, Santo Spirito, Strozzi, Santa Trinita. Se andiamo a rivedere il progetto cassonetti, scopriamo che queste ultime piazze coincidono quasi tutte con le prime otto indicate dal Quadrifoglio. Se lazienda intenderà scavare in questi luoghi, prosegue la lettera, «dovrà essere seguita in maniera continuativa da personale specialistico». Il tutto a spese dellazienda: «La spesa aumenta notevolmente - protesta Giannotti - Con il rischio di non servire a niente perché basterà pochissimo a far saltare tutto». Non va del tutto liscia neanche per le piazze fuori dallelenco (solo piazza Indipendenza e Salvemini) perché la soprintendenza scrive che durante i lavori dovrà essere segnalato immediatamente qualsiasi oggetto sospetto. Nonostante questa prescrizione, sarebbe però più facile procedere. Per esempio in piazza Indipendenza, dove Quadrifoglio sta prendendo le misure per capire bene il luogo dove interrare i cassonetti: la prima ipotesi di farlo proprio sotto a dove sono adesso non funziona per via dei cavi dei sottoservizi che passano proprio da lì. «Certamente piazza Indipendenza la faremo - conferma Giannotti - Ma rischia di diventare solo lesempio di ciò che avrebbe potuto essere. Interrare solo in una o due piazze non ha nessun senso. Il progetto funziona se copre lintero centro». Non si dà per vinta però lamministrazione. «Io vado avanti», dice lassessore ai servizi pubblici Paolo Coggiola che sta preparando la delibera da presentare in giunta per convocare la conferenza dei servizi necessaria a coordinare le autorizzazioni. «Apriremo la discussione con la soprintendenza cui intendo ripresentare il progetto di Quadrifoglio così comè. Non è possibile che si protesti per il degrado e poi si impedisca di eliminare dalla vista sporco e cassonetti in nome della possibile presenza di chissà che cosa. Non si può trascurare ciò che è in superficie per difendere ciò che sta sotto».