La riserva naturale trattata come discarica: "Arrivano di notte dalla statale con i camion pieni di rifiuti" Unarea è stata sequestrata: prelevati campioni di liquidi e di terra per valutare il grado di inquinamento del suolo I motocarri e i camioncini arrivano dal cavalcavia della statale 379, scendono dal ponte, imboccano la complanare, approdano allo spiazzo di seicento metri quadrati che confina con i terreni coltivati, a ridosso della macchia mediterranea. Uno spicchio della riserva naturale di Torre Guaceto. E qui gli intrusi, a quattrocento metri dalle dune costiere e dal mare sotto stretta tutela, svuotano i cassoni. Calcinacci. Vecchie piastrelle. Tegole. Sanitari sbrecciati. Mattoni inutilizzabili. In genere lo fanno di notte, al buio. Gli operatori dellarea protetta, quasi milleduecento ettari affacciati su otto chilometri di costa e di fondali rocciosi, ogni mattina passano a controllare, spesso trovano scarti e avanzi di cantiere e ogni volta si attivano per ripulire la pattumiera a cielo aperto e per denunciare le intrusioni alla polizia municipale di Brindisi e Carovigno e alle guardie forestali. Lunedì le cose si sono rivelate più complicate e preoccupanti del solito. In mezzo alla roba sparsa nel campo sotto il cavalcavia, detriti e materiale edile di risulta, cerano lastre di eternit. E quattro bidoni di oli esausti e di sostanze classificate come rifiuti pericolosi. Non è tutto. Un liquido puzzolente dai fusti stava colando nel terreno. I responsabili della gestione dellarea protetta, diretti da Alessandro Ciccolella, hanno fatto subito partire una segnalazione mirata. In contemporanea, dallalto, la discarica illegale è stata avvistata dagli elicotteristi del reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza, uomini della sezione di Brindisi. Martedì è scattato il blitz. Alla pattumiera di Torre Guaceto sono arrivati gli specialisti delle Fiamme gialle, i tecnici dellarea naturale protetta e i chimici dellAgenzia regionale per la protezione dellambiente. I seicento metri quadrati usati come discarica abusiva sono stati sequestrati. Il personale dellArpa ha prelevato campioni di liquidi e di terra per procedere alle analisi e valutare leventuale grado di contaminazione del suolo. Per risalire agli ultimi scaricatori, impresa che sembra ardua agli stessi investigatori della Guardia di finanza, è stata avviata una indagine merceologica. Dai dati stampati sui fusti abbandonati e dal contenuto si cercherà di ricostruire la provenienza del pattume gettato in unarea che in teoria dovrebbe stare a cuore a tutti, un patrimonio condiviso. Una denuncia contro ignoti, trattandosi di comportamenti sanzionati penalmente, è stata inviata alla autorità giudiziaria. «Purtroppo la pessima e illecita abitudine di liberarsi dei rifiuti portandoli qui - commenta il direttore del parco, Ciccolella - è diffusa e difficile da prevenire, soprattutto di notte. Non cè alcun rispetto. Il terreno in questione è il posto più comodo e più facile da raggiungere per gli inquinatori che percorrono la 379. Non ci sono recinzioni. Non ci sono telecamere di sicurezza. Il terreno si trova proprio sotto la statale e una via daccesso porta dritta allobiettivo. Da un anno - denuncia lo stesso Ciccolella - chiediamo allAnas di provvedere alla manutenzione delle pertinenze della stradone, ancora non abbiamo visto interventi concreti e risolutivi».