IL PERSONAGGIO Domenici scioglie il nodo della nomina con cinque giorni di anticipo La scelta è arrivata cinque giorni prima di quanto annunciato. Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha affidato allo storico Giovanni Gozzini la delega di nuovo assessore alla cultura del Comune di Firenze. Gozzini si era visto con il sindaco venerdì mattina, poco prima di partire in vacanza in Val Badia. Domenici, che aveva annunciato larrivo del nuovo assessore venerdì scorso al convegno sulle politiche culturali organizzato dai Ds in piazza Ciompi, si era dato tempo fino a sabato prossimo. Invece ha aspettato la prima riunione di giunta, ieri pomeriggio, per ufficializzare il nome: ma il 51enne direttore del Gabinetto Vieusseux (ruolo che lascerà, anche se gli incarichi non sono incompatibili) aveva già dato la sua disponibilità fin dal primo momento. «Uno studioso brillante, di qualità e spessore, che sono certo saprà portare al servizio della città le sue doti di conoscitore profondo della nostra storia e della nostra società, e al tempo spesso di intellettuale attento ai tempi che cambiano e agli stimoli della contemporaneità» dice Domenici che ricorda anche «lottimo lavoro svolto per il risanamento e il rilancio del Gabinetto Vieusseux». Gabinetto che Gozzini lascerà, «appena trovato un sostituto» spiega lui stesso. «Sono contento per questa scelta, Gozzini è prima di tutto un amico ed un intellettuale brillante e creativo, che farà un ottimo servizio al governo della cultura fiorentina» chiosa il presidente della commissione cultura Dario Nardella. Anche dal centrodestra, sul suo nome non arrivano critiche, legate invece alle scelte di Palazzo Vecchio: «Ha fatto un buon lavoro al Vieusseux, ha buona fama come docente universitario: ma si troverà a gestire un assessorato privo di senso, con le mostre gestite dalla Fondazione Strozzi, il Teatro del Maggio gestito in prima persona dal sindaco, lEstate fiorentina autonoma con Pelù e senza fondi» dice Gabriele Toccafondi di Forza Italia. Una persona capace di entrare immediatamente in sintonia con il programma esistente, con gran parte dei progetti dellassessorato alla cultura già avviati: questo il motivo che ha portato Domenici ha indicare Gozzini, che dovrà occuparsi da subito della gestione di alcune scelte già prese, come Italia Wave o il rapporto con la Fondazione Palazzo Strozzi, ma anche di nodi da sciogliere come il futuro del Forte Belvedere e lex Meccanotessile. Un fronte su cui Gozzini si impegna subito: «Quello del Meccanotessile è un nodo che va affrontato e risolto: se non entro qualche mese, perché mi rendo conto che la situazione è complessa, perlomeno entro la legislatura». Tra le certezze, quella di avere al suo fianco il direttore (e per un momento anche lui assessore in pectore) Giuseppe Gherpelli. La scelta di Gozzini non altera il quadro politico della giunta: lo storico, anche se da sempre collocato a sinistra (è una delle voci storiche di Controradio), non ha attualmente tessere in tasca e soprattutto non arriva "in quota" ad alcun partito. Figlio di Mario, lex parlamentare del Pci che ha dato il suo nome alla riforma carceraria, Gozzini farà la sua prima uscita pubblica lunedì prossimo, in consiglio comunale: una prolusione per la giornata della memoria, già prevista da tempo.