VENTUNO milioni di euro, cioè quaranta miliardi di vecchie lire: è la somma stanziata un mese fa per il risanamento statico e architettonico della Certosa di Capri. Con una condizione: che l'operazione-recupero sia finalizzata a una precisa destinazione. Così Ausilia Veneruso e Riccardo Esposito, titolari della casa editrice caprese «La Conchiglia», hanno promosso un appello inviato ieri al ministro ai Beni Culturali, alle competenti soprintendenze della Campania, al presidente della Regione, perché la Certosa divenga il centro di un museo archeologico che raccolga le innumerevoli testimonianze della storia di Capri sparse per il mondo. «Questo museo potrebbe raccogliere non solo materiale che si trovi a Capri, ma anche vari reperti archeologici ritrovati nei secoli scorsi sull'isola e oggi collocati in altre situazioni», dice l'appello. Tra i primi firmatari ci sono 10 intellettuali da sempre legati all'isola, tra cui Graziella Buontempo, Raffaele La Capria, Fulvio Tessitore, Roberto Ciuni, Liliana Cavani, Dieter Richter, Giuseppe Galasso. Lo storico che ha legato il suo nome a un'importante legge contro gli abusi ai danni del paesaggio dice di propendere «non solo per un museo archeologico, ma per un museo di significato più generale per la storia caprese». Per Galasso, «da approvare quindi in primo luogo è la destinazione a questo scopo. In secondo luogo, fare della Certosa un museo non significa affatto una sua imbalsamazione, un suo restringimento al tema archeologico», continua. «La concezione moderna dei musei ne permette una visione molto più aperta delle strutture e delle funzioni». Il sindaco di Capri, Costantino Federico, si dichiara decisamente favorevole all'idea del museo archeologico nella Certosa di San Giacomo. «La sua utilizzazione scoordinata non le fa onore», commenta «e adombra una sorta di furto continuato alla comunità locale». Ma chi deciderà e quando? Il soprintendente Enrico Guglielmo osserva: «Sarebbe logico che il soprintendente per i beni Archeologici di Napoli e Casetta Fausto Zevi si esprimesse sul nuovo museo a Capri. È un'idea da prendere in considerazione, anche perché nella Certosa vi è spazio per una sezione espositiva permanente». C'è da augurarsi che le tante buone intenzioni dichiarate non lascino spazio al gioco al rimpiattino di responsabilità e decisioni da prendere già troppe volte visto.