«Alzati che si sta alzando la canzone popolare», recitava Ivano Fossati. Accade in Toscana, che rischia di essere la prima regione a riconoscere finalmente a tutto ciò che è musica non colta (leggi lirico-sinfonica) la dignità culturale che le spetta. Liquidata dalla normativa vigente come «musica extracolta» e per questo, paradossalmente, non regolata né tanto meno finanziata, la musica jazz, il folk, il rock sono lasciate alla più totale anarchia. Con conseguente fuga all'estero dei talenti (non capita solo agli scienziati, ma anche ai musicisti, tipico l'esempio dei jazzisti in Francia) e caos per un settore che rappresenta in realtà il cuore pulsante dello spettacolo dal vivo. A Firenze è in piano svolgimento il dibattito che porterà - si parla di settembre prossimo - alla redazione di un articolato di legge che punta a dare una volta per tutte dignità culturale al settore. Una legge che sarebbe la prima a livello regionale e che vedrebbe la luce in parallelo alla riforma di tutto lo spettacolo, come annunciato proprio ieri a Firenze dal sottosegretario ai Beni Culturali Elena Montecchi. Ma se nell'auditorium del Consiglio regionale della Toscana i politici non mancavano (c'era il padrone di casa, governatore della Toscana, Claudio Martini, la presidente della commissione istruzione pubblica e beni culturali del Senato Vittoria Franco, il consigliere Ds Enzo Brogi che ha introdotto i lavori), faceva loro da contraltare un parterre devvero notevole di artisti, da Piero Pelù a Erriquez Gretti della Bandabardò, da Cesare Petritich dei Negrita a Jovanotti (che non c'era fisicamente perché convalescente ma che ha fatto sapere che «si può contare su di lui»). E poi operatori, promoter, addetti ai lavori: tanti, forse tutti a livello locale, a voler dire che le leggi migliori partono dai confronti concreti e non dai preconcetti. Una piccola folla che ha discusso concretamente su La musica è cultura, titolo non banale (né scontato, nel suo assunto) del convegno organizzato insieme alla Sinistra Giovanile. Per la Montecchi, proprio «ora che il Governo sta discutendo una bozza di riforma di tutto il settore, la strada del confronto diretto indicataci qui a Firenze è quella giusta per capire il modo migliore per dare il proprio contributo». Formazione dei giovani (attraverso il sostegno a chi produce e a chi distribuisce, e spaziando in tutte le professionalità, dai musicisti ai tecnici al management), ma anche del pubblico (che deve riacquistare fiducia nel settore), oltre al recupero di spazi da adibire alla musica sono i punti fondamentali della futura legge. E il conto a chi lo rimettiamo? Nei periodi di vacche magre, si può sempre battere alla porta dei privati. Sostenendo quanti investano in musica con sgravi fiscali, incentivi, contributi. Semplice, no?
La Regione Toscana promuove in serie A a musica del diavolo
In Toscana, un dibattito è in corso per riconoscere la dignità culturale alla musica non colta, come il jazz, il folk e il rock. La regione è stata criticata per aver liquidato questi generi come musica extracolta e per averli lasciati alla anarchia. Il sottosegretario ai Beni Culturali, Elena Montecchi, ha annunciato che la regione sta lavorando a una legge che punta a dare dignità culturale al settore. Il dibattito è stato svolto a Firenze con la partecipazione di artisti, operatori e promotori del settore. Montecchi ha sottolineato l'importanza di formare i giovani e di riacquistare fiducia del pubblico, oltre al recupero di spazi per la musica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo