TORINO - Non esiste sicurezza e neppure tutela per i visitatori e i lavoratori del Museo Egizio di Torino. Mancano 36 addetti alla vigilanza oltre agli egittologi, ai tecnici e al personale amministrativo: è una carenza d'organico che mette a rischio la conservazione dello stesso patrimonio museale, secondo la Uil. Sei mesi dopo la prima sollecitazione, i rappresentanti dei lavoratori prendono in mano carta e penna per scrivere al ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli e denunciare la situazione di crisi in cui si trova il Museo Egizio. «L'attuale struttura della Fondazione che gestisce il Museo, e le forze in campo - sostiene la Uil - non permettono di garantire gli standard di tutela e sicurezza che la legge prevede e che i sottoscrittori dell'accordo tra Stato e Fondazione si sono impegnati a rispettare e a far rispettare». E la mancanza di egittologi, dei tecnici e degli stessi addetti alla vigilanza «è allarmante - sottolinea il segretario generale della Uil, Gianfranco Cerasoli -. Secondo il ministero servono 57 addetti per la vigilanza e la sicurezza del museo, mentre alla Fondazione ce ne sono solo 21. La situazione è grave, i beni sono privi di tutela con un rischio altissimo con responsabilità che non possono ricadere sulle spalle dei lavoratori che hanno solo chiesto chiarezza ed il rispetto dei livelli di sicurezza e di tutela che la legge impone. La Fondazione in tali condizioni non è in grado di rispettare gli impegni in tema di standard di qualità secondo quanto previsto dalla Convenzione e contratto di servizio. Per questo è necessario mettersi ad un tavolo».