L'assessore all'Urbanistica Campus: «Siamo stati costretti: è un ordine, non potevamo fare altro» Niente ruspe e niente scavi: i cantieri a Tuvixeddu questa volta chiudono davvero. II Comune ha deciso di dire sì a viale Trento. La lettera degli uffici dell'Urbanistica è già pronta. «Stiamo ottemperando a un ordine della Regione - dice l'assessore all'Urbanistica Gianni Campus- non siamo contenti, ma non avevamo altra scelta». Il documento arriverà al quartier generale degli scavi archeologici di via Falzarego (quindi allo stesso Comune) e alla sede dell'Ufficio vendite di Coimpresa, in via Is Maglias. Tutti fermi, dunque. Nella zona degli scavi archeologici, proprio in previsione dell'alt, sono già iniziati i lavori di messa in sicurezza delle tombe. Mentre sull'altro versante il costruttore Gualtiero Cualbu sarebbe pronto ad arrendersi: dopo lo stop intimato dalla Regione non aveva fermato le ruspe. Ma solo in attesa della notifica ufficiale del provvedimento. Sempre ieri, mentre il Comune preparava la lettera di (momentanea) resa, alla Regione si è insediata la Commissione sulla tutela del Paesaggio. Una mattinata di lavoro. Un orientamento: i vincoli saranno confermati. E una decisione: la mappa dello stop ai lavori sarà ritoccata (quella attuale occupa mezza Cagliari), ma solo nel corso della prossima riunione in programma tra una settimana. Intanto la protesta è già iniziata. I circa trenta operai che lavorano nel cantiere pubblico del parco di Tuvixeddu (la parte degli scavi archeologici) protesteranno questa mattina alle 11 davanti all'ingresso di via Falzarego contro il blocco dei lavori. In via Is Maglias, invece, il sit in c'è già stato: quello degli avvocati di Coimpresa. Ieri si sono riuniti per quantificare il (possibile) danno derivato dalle ruspe. Per il momento Coimpresa non dice nulla sulle cifre. Anche perché sino a ieri sera non era ancora arrivato lo stop bis del Comune. Ma si parla di 150-200 milioni. Somma impossibile sia per il Comune, sia per la Regione.