C'è un patrimonio artistico e teatrale dell'Opera dei pupi, che non è costituito soltanto dai pupi, ma è anche cartelloni, fondali, attrezzatura sceno-tecnica, pianini a cilindro (senza i quali l'Opera non avrebbe la magia dell'accompagnamento musicale), copioni, canovacci di supporto al ciclo dei paladini di Francia, realizzati da maestri artigiani e pupari, a partire dalla prima metà dell'Ottocento agli anni '60 dello scorso secolo. Tutto questo fa parte dell'immenso patrimonio che è appartenuto a Giacomo Cuticchio, capostipite di una famiglia di pupari, molto nota, e non solo in Sicilia. Alla sua morte, avvenuta nel 1985, per volontà della moglie e dei sette figli, l'immenso patrimonio non è stato frammezzato, ma conservato nella sua interezza. I figli, che hanno continuato l'attività iniziata dal padre, hanno voluto costruire il proprio teatro e «mestiere» (l'insieme dell'occorrente per esercitare l'attività), in piena autonomia secondo il proprio modo di sentire l'arte e di esercitarla. Tanti figli, tante storie, tanti teatri, tanti pupi, tanti arricchimenti culturali per la nostra tradizione. Oggi uno di questi «mestieri», quello di Anna Cuticchio (Suor Marina), è stato posto in vendita per fini umanitari. Iniziativa appoggiata dal «Giornale di Sicilia» con una campagna. Ad oggi sono tanti i politici che hanno espresso solidarietà all'iniziativa, preoccupandosi anche che non si disperda il suo patrimonio artistico, ma diceva bene il detto «tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare», e questo mare siciliano sembra un confine invalicabile e, ad oggi, nessun atto concreto è stato posto in essere dagli organi competenti.
Il patrimonio di Anna in vendita, nessuno compra
Il patrimonio artistico e teatrale dell'Opera dei pupi è stato lasciato da Giacomo Cuticchio, capostipite di una famiglia di pupari, alla sua morte nel 1985. Il patrimonio è stato conservato nella sua interezza e i figli di Giacomo hanno continuato l'attività iniziata dal padre. Oggi uno dei figli, Anna Cuticchio, ha deciso di mettere in vendita il suo teatro e mestiere per fini umanitari. L'iniziativa è stata appoggiata dal Giornale di Sicilia e da molti politici, ma non è stata ancora messa in pratica.
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