Il ministro Francesco Rutelli ha presentato al vertice dell'Unione una proposta per la valorizzazione della Reggia di Caserta. Ad annunciarlo è lo stesso ministro, che risponde così ali allarme lanciato da alcuni quotidiani sul pericolo che lo splendido edificio borbonico possa chiudere per mancanza di fondi. «Stiamo lavorando con il sindaco ed il presidente della provincia di Caserta - spiega Rutelli - per una proposta, che presenteremo proprio nei giorni del vertice del centrosinistra, per la valorizzazione della Reggia di Caserta e di San Leucio e per la creazione di un circuito turistico che faccia perno su queste due meravigliose strutture». Un'ottima dichiarazione che esprime un'attenzione al grande giacimento culturale del nostro paese. Peraltro non esistono solo i grandi siti su cui è possibile e immaginabile anche una sinergia con il privato per progetti di valorizzazione e rilancio con risvolti economici, ma tantissimi siti minori anche museali che rischiano l'abbandono. Credo ci sia bisogno oltre che del necessario e urgente intervento pubblico (del governo grazie alla sensibilità di Rutelli e della regione con i progetti dell'assessore Di Lello) di una grande partecipazione civile e popolare. Va alimentata una vera e propria attenzione civica quasi affettiva che coinvolga i cittadini tutti. In questo senso le Acli di Napoli hanno lanciato un progetto forte, "Vogliamo bene ai beni culturali" che può trovare sponda in una nuova consapevolezza civile. Tra stato e mercato c'è la gente che può fare la differenza.
Il nostro senso civico per i beni culturali
Il ministro Francesco Rutelli ha presentato una proposta per la valorizzazione della Reggia di Caserta e di San Leucio, due siti storici della Campania. La proposta è stata presentata al vertice dell'Unione e prevede la creazione di un circuito turistico che faccia perno su questi siti. Rutelli ha anche sottolineato l'importanza di una sinergia tra il privato e il pubblico per progetti di valorizzazione e rilancio economico. Inoltre, ha lanciato un appello alla partecipazione civile e popolare per proteggere i siti culturali minori che rischiano l'abbandono.
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