Venerdì un vertice per decidere come utilizzarla dopo i restauri Oltre duecento milioni di euro dinvestimento per i restuari e unincognita altrettanto imponente: che fare della Reggia di Venaria a pochi mesi dalla sua definitiva riapertura? Alla domanda cercheranno di rispondere venerdì prossimo i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti nelloperazione. Le ipotesi sono tante, ma ancora molto fumose. Di certo, per ora, solo lintenzione del ministro della Cultura Francesco Rutelli di immaginare Venaria tra i luoghi delle celebrazioni del 2011 e di inserirla nei circuiti di promozione turistica internazionale. Dopo quasi dieci anni di lavori, romani e torinesi si ritroveranno intorno a un tavolo per decidere che cosa fare della Reggia di Venaria. Venerdì prossimo gli enti interessati alla gestione e alla promozione dellex residenza sabauda si daranno appuntamento nella sede della Regione, in piazza Castello, per iniziare a mettere nero su bianco idee, propositi e soluzioni. Dal modello di gestione agli investimenti, dalla "missione" alle destinazioni duso. Una prima riunione operativa fortemente voluta dal ministro Francesco Rutelli, preannunciata durante la visita torinese dello scorso luglio. Per il ministero saranno presenti il capo gabinetto Gabriella Palmieri Sandulli, lonorevole Maura Leddi (che segue da Roma, per incarico di Rutelli, le vicende legate alle residenze sabaude) e il direttore regionale per il Piemonte Mario Turetta. A rappresentare la Regione, il vice presidente Paolo Peveraro, lassessore alla cultura Gianni Oliva, i direttori dei beni culturali Alberto Vanelli, del patrimonio Maria Grazia Ferreri, della comunicazione Roberto Moisio. Non bastano più insomma i "si dice" e i "si vedrà". Si dovrà valutare in termini concreti che cosa occorre fare perché la Reggia decolli. Nessuna conferma per ora sullipotesi più volte ventilata di creare una Fondazione per Venaria, da collegarsi al circuito delle altre residenze. Anche perché, spiegano dal ministero, non esistono precedenti. Che non può certo essere rappresentato dal Museo Egizio, retto sì da una fondazione, chiamata però a gestire una struttura già funzionante. E poi, chi metterà i soldi? E quanti ce ne vorranno? Con quali ritorni economici? Dubbi che saranno affrontati venerdì durante quella che si prefigura come la prima di una serie di riunioni. Non aveva fatto mistero Rutelli, durante le recenti visite torinesi, di tenere e anche molto alla reggia: «Quella di Venaria è una situazione complessa, da analizzare con calma, perché dallesito di questa vicenda, dal modello di gestione che si riuscirà a realizzare, possono derivare conseguenze anche per altri beni simili in Italia» aveva detto a margine dellincontro con Luca di Montezemolo lo scorso ottobre alla Fondazione Sandretto. Ci si basa per ora sui dati prodotti su incarico della Regione dalla Fondazione Fitzcarraldo: si parla di 10 milioni di euro allanno almeno per la gestione, di circa 400 persone occupate. Chi metterà i soldi? Lo Stato, proprietario dei muri delle splendide architetture, o la Regione, beneficiaria dei fondi europei per il recupero e affidataria della reggia? E che parte potranno avere le fondazioni bancarie? Tante le domande, si attendono le risposte. Anche sulle destinazioni non ancora del tutto definite, quelle delle due maniche juvarriane di cui si sta completando il recupero, le Citroniere e le Scuderie. Dallo staff del ministro arrivano però alcune certezze: Rutelli intende puntare su Venaria per le celebrazioni del 2011 e ha tutte le intenzioni di inserire la reggia, a conclusione di uno dei cantieri più onerosi e grandiosi non solo dItalia, in un circuito di promozione internazionale. Che coinvolga tour operator di vari paesi, in modo da fare coincidere la reggia alle porte di Torino con una delle tappe di un rinnovato "viaggio in Italia", modello terzo millennio. Tra tante questioni ancora da discutere, cè un appuntamento sicuro. La Reggia aprirà al pubblico il prossimo settembre con la mostra "I Savoia tra '500 e '700. Arti, guerre e magnificenza di una dinastia europea". Accanto a una ricostruzione della storia sabauda, è prevista una raffigurazione anche spettacolare, con interventi multimediali del regista Peter Greenaway, della vita di corte. Il tutto inframmezzato da 400 opere prestate da altre regge piemontesi e da musei internazionali.