A proposito della lettera della nota museologa Alessandra Mottola Molfino, pubblicata venerdì 12, vorrei sottolineare che, a parte la sensibilità della studiosa la quale ha riproposto il problema dei prestiti e dei viaggi delle opere darte, neppure i cittadini palermitani si allineano con le scelte dei politici che credono di favorire la cultura e limmagine della nostra isola prestando le nostre opere museali. Intanto mi preme ricordare che in una delle passate riunioni del Consiglio regionale ai beni culturali, il professore Giuseppe Bellafiore ha firmato il suo parere sfavorevole a tale politica e che per più volte il suo parere autorevole è stato ignorato dalla maggioranza di quel Consiglio presieduto dal professore Rigoli. Le ragioni che egli poneva contro i facili prestiti e i pericoli che comportano i viaggi soprattutto delle opere su tavola, coincidono con quelle poste dalla signora Mottola: la quale, ignorando per ovvie ragioni tale parere, lamenta giustamente che i cittadini e gli intellettuali palermitani non abbiano a cuore la sorte dei loro capolavori e il prestigio dei loro musei. Il caso dellAnnunziata di Antonello è poi tanto più eclatante perché si tratta di unopera eccezionale e certamente tra i capolavori della pittura italiana del Quattrocento. Solo in casi di mostre particolarmente importanti dovrebbe essere data in prestito e sfidare lavventura di un viaggio. Non amo le frasi fatte ma è scontato il fatto che lAnnunziata vale da sola un viaggio a Palermo. Come presidente della sezione palermitana di Italia Nostra esprimo pubblicamente la disapprovazione per lennesimo viaggio di uno dei pochi capolavori di Antonello rimasti in Sicilia e tra i meglio conservati fino a ora. Credo anche di esprimere lopinione di tanti cittadini e di tutti quegli intellettuali non allineati al sistema del consumismo e alle ragioni del mercato, poiché una tale scelta, fatta in nome dellimmagine dellisola e dellincremento del turismo, è soltanto una errata e superficiale visione della pianificazione culturale intesa come evento e spettacolo. Il museo di Palazzo Abatellis ha in essa e nel busto di Eleonora dAragona del Laurana i suoi capolavori ed è per essi che il pubblico si muove. Bisogna inventarsi come far arrivare più visitatori e in questo consiste anche la vera pianificazione culturale. Non è bello, però, che siano sempre gli altri a ricordarci come si salvaguardino le opere darte. Perché i molti che sanno restano voci isolate e passa sempre la decisione di quei pochi che decidono per tutti? Questo sarebbe il tema politico-culturale sul quale dovremmo discutere. Ringrazio comunque la signora Mottola Molfino per il suo intelligente e spregiudicato richiamo. Lautore è presidente della sezione palermitana di Italia Nostra