27 LUG 2003 La cultura italiana è sotto i riflettori dell'intera Europa. Al nostro Paese è dedicata la 32a edizione del Festival "Europalia", nato a Bruxelles con lo scopo di valorizzare ogni anno la cultura di un Paese europeo o extraeuropeo. «L'Italia è il primo Paese a essere ospite della manifestazione per la seconda volta», sottolinea l'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, direttore generale per la Promozione e la cooperazione culturale del ministero degli Esteri, che sponsorizza l'evento. «Al nostro Paese fu dedicata la prima edizione. E la coincidenza con il semestre di presidenza europea dell'Italia non è stata un caso, ma una scelta». Cento appuntamenti; dall'arte alla musica, dal teatro alla danza, dal cinema alla letteratura, si svolgeranno da ottobre a febbraio 2004 in varie sedi del Belgio. E fra gli eventi, le esposizioni ripercorreranno la straordinaria tradizione artistica italiana, fra antichità, Rinascimento e sviluppi più recenti. «Fin dal Settecento l'Italia è stata centro di scambi culturali, polo di attrazione nel Mediterraneo», spiega Angelo Capasso, curatore della mostra Luoghi d'affezione. Paesaggio-Passaggio, a Bruxelles da novembre, che riflette sui movimenti da e verso l'Italia di 25 italiani e 25 stranieri, dagli anni Sessanta a oggi. «Parliamo di migrazioni motivate non da un'affezione sentimentale ma da un interesse», prosegue Capasso, «come nel caso di Hidetoshi Nagasawa, che, arrivato nel nostro Paese in bicicletta, ci rimase perché gli rubarono la bici, e da allora vive qua». L'Italia è ancora oggi meta artistica? «Negli ultimi anni c'è stata una strepitosa rinascita dell'arte italiana», osserva Alessandro Riva, curatore della mostra dal titolo Italian factory, inaugurata a Strasburgo; «le nuove generazioni di artisti hanno reinventato un proprio linguaggio, sempre guardando alle radici e alla tradizione rinascimentale». Il sistema organizzativo dell'arte in Italia rimane però il punto debole. «Molti artisti», spiega Capasso, «sono costretti ancora a emigrare a New York e a Londra». Eppure, il fascino italiano è ancora forte. «Ciò che spinge gli stranieri in Italia è lo stile di vita, quell'aura, quell'atmosfera che gli artisti di tutto il mondo possono trovare solo da noi».