La notizia relativa a un progetto di recupero della Colonia Fara di Chiavari, non può che essere accolta favorevolmente considerata lincuria in cui ledificio versava e limbarazzo da parte degli enti pubblici a trovarne una nuova funzione duso. Ciò che tuttavia sorprende e rattrista è che pochi tengano in considerazione, nellelaborare nuovi progetti di recupero e nel commentarne la notizia, la qualità del manufatto architettonico e la sua centralità allinterno del contesto di ricerca nazionale e internazionale del periodo. Operativa dal 1936, ma ufficialmente inaugurata da Mussolini nel 1938, la colonia marina "Gustavo Fara" fu progettata da Camillo Nardi Greco, un ingegnere che nel capoluogo ligure realizzò anche altri significativi edifici. Non deve quindi davvero sorprendere che ledificio sia stato vincolato dalla Soprintendenza, scongiurando peraltro i neanche tanto remoti pericoli di una demolizione. Esso infatti rientra a pieno diritto allinterno di un patrimonio ormai storicizzato e tutelato dalle norme relative alla conservazione di manufatti architettonici meritori di un particolare interesse storico. E lo stesso edificio, come altri citati di Nardi Greco, furono peraltro inseriti in una campagna di catalogazione promossa alcuni anni fa dalla Soprintendenza. La scarsa considerazione che ancora caratterizza il comune atteggiamento nei confronti della cosiddetta architettura di regime, dunque, non nasce tanto da una questione di assorbimento di una difficile e problematica eredità politica, quanto piuttosto da una diffusa carenza di strumenti culturali, idonei a interpretare la qualità estetica e progettuale di tali edifici. Se infatti in campo artistico lapertura da parte di più serene e distaccate riletture scientifiche della produzione del ventennio è stata in grado di ridimensionare la comprensibilissima damnatio memoriae, più arduo appare il compito di spiegare che la maggior parte delle ricerche progettuali di quegli anni, peraltro più neutrali dal punto di vista della simbologia di regime, non rappresentarono un deteriore fenomeno autarchico, ma un serio e puntuale collegamento con il contesto architettonico internazionale.