La giunta regionale ha approvato i due piani di indirizzo su ambiente ed energia Lassessore Artusa abbandona la riunione per non essere costretto a votare contro il Pit Il documento verso la discussione in consiglio. I dubbi di DAngelis Ambiente ed energia. Sono stati approvati non senza contrasti dalla giunta regionale i due piani di indirizzo che disegnano il futuro della Toscana riguardo allo sviluppo territoriale e al potenziamento delle fonti di approvvigionamento alternative al petrolio. Il prossimo passo sarà quello della discussione in consiglio, dove lopposizione si prepara a fare le pulci ai corposi documenti che saranno presentati dagli assessori Riccardo Conti e Marino Artusa. Qualche critica arriverà anche da parte della maggioranza: il Pit (piano di indirizzo territoriale) non convince ad esempio Erasmo DAngelis della Margherita, presidente della commissione territorio. E neppure i Verdi sono in totale sintonia con il presidente Claudio Martini. Al punto che ieri lassessore Artusa è uscito dalla riunione per non essere costretto a votare "contro" il Pit. Come racconta la presidente regionale dei Verdi Maria Rita Signorini «il motivo del contrasto era la richiesta da parte dei Verdi, appoggiati anche da Italia Nostra e Wwf, di una moratoria che bloccasse tutte le nuove costruzioni nelle zone di vincolo previste dai piani regolatori già approvati dai Comuni in attesa di un chiarimento legislativo». Martini però ha respinto lobiezione, spiegando che il Pit è già stato discusso e illustrato ampiamente anche alle associazioni ambientaliste e nella commissione regionale. A quel punto Artusa ha provato a chiedere un rinvio della decisione ma, non avendolo ottenuto, ha preferito abbandonare la sala della riunione e non partecipare al voto. Al cuore del Piano di indirizzo territoriale è lidea di uno sviluppo che tenga insieme la necessità di rilanciare l immagine economica e culturale della Toscana con lesigenza di mantenere alto il livello qualitativo del modello della sostenibilità ambientale. Ieri è stato invece approvato allunanimità dalla giunta il Piano di indirizzo ambientale. Le linee guida saranno illustrate oggi in aula da Artusa. La sua relazione parte dai dati: in Toscana vive il 6,1 per cento della popolazione italiana, che produce il 6,7 per cento del Pil e consuma il 6,9 per cento dellenergia nazionale, con una crescita di circa l1 per cento annuo dal 1990. A fronte di una crescente domanda di energia, la produzione regionale - pari al 2 di quella nazionale - copre solo il 12 per cento del consumo interno, con una dipendenza dalle importazioni dell87,7. In compenso la Toscana ha il primato in Italia della geotermia, visto che possiede il 99 per cento delle centrali nazionali. Lo sviluppo delle altre fonti alternative si basa su una serie di progetti di lavoro e ricerca sullidrogeno, con un investimento di 2 milioni di euro in tre anni (e 1 milione era stato assegnato nel 2005). Lenergia eolica e quella solare invece sono ancora poco diffuse, nonostante gli incentivi fiscali statali e regionali. Ci sono poi impegni presi dalla giunta rispetto al protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Secondo gli accordi la Toscana dovrà passare dai 37 milioni di tonnellate del 1990 a circa 34 entro il 2012. Oggi il livello è di 38 milioni di tonnellate ma nel 2000 erano 40 lanno. Con il completamento delle riconversioni delle centrali e con la realizzazione di nuove centrali meno inquinanti, Artusa punta a «raggiungere lobiettivo del 2012». Il Piano prevede un investimento di 15 milioni nel 2007 per abbattere le emissioni.