Applausi dagli ambientalisti, il centrodestra contro le spoliazioni Ispezioni a Tuvixeddu sul cantiere verso via Is Maglias ed esproprio dell'area che dà su viale Sant'Avendrace. L'ultimo affondo della Regione sul progetto di edificazione nell'area delle tombe puniche è venuto ieri dalla Giunta. Su proposta dell'assessore alla Cultura, Carlo Mannoni, e di quello all'Urbanistica, Gianvalerio Sanna, è partita ufficialmente la procedura per l'acquisizione del lotto che si trova di fianco alla Grotta della Vipera. L'annuncio era stato fatto da Soru due giorni fa: metteremo i sigilli sul cantiere. Detto fatto, non sorgerà alcun edificio. Il motivo? Proprio lì è previsto uno degli ingressi al futuro parco di Tuvixeddu. Ma è evidente che la vera partita si gioca sui 270 mila metri cubi di costruzioni previsti dall'accordo di programma del 2000 proprio all'interno del parco. Ieri pomeriggio gli uomini del Corpo forestale hanno ispezionato (anche con un elicottero) la zona dove sorge il cantiere della società Coimpresa. Un controllo che servirà alla Regione per chiarire lo stato dei lavori in corso, e soprattutto se siano state rilasciate nuove concessioni dopo l'approvazione del piano paesaggistico. «Con il vincolo a Tuvixeddu il centrosinistra alla guida alla Regione conferma di avere un progetto chiaro anche per Cagliari: le valenze ambientali, archeologiche e culturali sono il volano per lo sviluppo della città» ha detto il capogruppo di Progetto Sardegna, Chicco Porcu. E a festeggiare sono anche le associazioni ambientaliste. Legambiente plaude ai sigilli di Sant'Avendrace e annuncia che chiederà l'intervento del Ministero dei Beni Culturali per la realizzazione di un parco archeologico mediterraneo. «Aspettavamo questo giorno da anni» esulta anche Stefano Deliberi, degli Amici della TerraGruppo d'Intervento Giuridico. «Provvedimenti di vincolo, espropri ed indennizzi rappresentano la strada per un grande parco archeologico-ambientale e per la salvaguardia e la corretta valorizzazione del colle di Tuvixeddu. Lo sosteniamo da lungo tempo ed ora si inizia a vederne la realizzazione». Di segno opposto la reazione dell'opposizione di centrodestra in Consiglio regionale, che attacca «il governatore no global». «Ha preso il via la stagione di spoliazioni annunciata dal presidente Soru», affermano in una nota Mario Diana e Antonello Liori di Alleanza Nazionale. «D'ora in avanti, chiunque possieda un fabbricato in fase di realizzazione o magari già completato che per qualche ragione non va a genio al padrone della Sardegna, allora sarà giudicato fuorilegge ai sensi del Piano paesaggistico regionale e il fabbricato sarà espropriato». Preoccupa i due consiglieri di minoranza «venire a sapere che, per eseguire gli espropri, la Regione "non baderà a spese". Evidentemente, i risultati che Soru è convinto di aver conseguito nel risanamento del bilancio regionale lo inducono a un'eccessiva fiducia: visto che ora le casse sono a posto, perché non dissestarle nuovamente per espropriare un po' di terra ai sardi?».
Sardegna. Esproprio per l'accesso al parco
La Regione ha annunciato di mettere i sigilli sul cantiere di Tuvixeddu, dove era previsto l'edificazione di un complesso di costruzioni. L'annuncio è stato fatto dopo un controllo ispettivo della zona, che ha rilevato che le concessioni per i lavori erano state rilasciate senza il consenso della Regione. La decisione è stata accolta con favore dagli ambientalisti e dalle associazioni culturali, che hanno chiesto l'intervento del Ministero dei Beni Culturali per la realizzazione di un parco archeologico mediterraneo. L'opposizione di centrodestra ha invece criticato il governatore, affermando che la Regione sta "spoliazionando" le terre dei privati.
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