«Trevisani ha colpito la credibilità delle istituzioni, visto che la lottizzazione di Strada Cipata ha avuto l'ok paesistico del suo collega Rinaldi di Brescia». Gianfranco Burchiellaro, ex sindaco e ora deputato ulivista, risponde al sovrintendente per il patrimonio storico e artistico di Mantova, Filippo Trevisani, che lo aveva accusato di aver detto falsità su Cipata («quell'area - aveva sostanzialmente sostenuto il funzionario ministeriale - è di notevole pregio e va salvaguardata dalla speculazione edilizia»). Era stata, infatti, l'amministrazione guidata da Burchiellaro a dare il via libera al piano che prevede un hotel e 200 villette in riva al lago Inferiore. La polemica tra i due si infiamma e presto potrebbe finire sul tavolo del ministro per i beni culturali Entelli a cui il deputato intende rivolgersi per «metterlo al corrente di una vicenda grave dal punto di vista amministrativo, politico e istituzionale». Ieri l'ex sindaco ha replicato a Trevisani (responsabile di Palazzo Ducale) con tanto di mappe storiche della città, «che dimostrano come il vecchio borgo di san Giorgio non fosse dove oggi è prevista la lottizzazione». E afferma: «Premesso che la questione di Strada Cipata sarà decisa dalla sentenza del Tar, la risposta del sovrintendente mi conferma che le istituzioni si possono colpire in tanti modi. E uno di questi è quello di colpirne la credibilità. Visto che il piano di strada Cipata ha avuto il parere vincolante e positivo della sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici di Brescia, Trevisani si arrampica sugli specchi di una fantomatica ricostruzione storica per dire la cosa più semplice e comprensibile a tutti: e cioè che lui non è d'accordo col parere espresso dalla sovrintendenza di Brescia e dal suo collega Rinaldi». Il che, per l'ex sindaco, non sarebbe un problema se Trevisani e Rinaldi non rappresentassero, anche se con funzioni diverse, lo stesso ministero per i beni culturali. «Oggi - spiega Burchiellaro - i mantovani sono costretti a questa discsu-sione proprio in base a questa divisione ed è qui che si colpisce di fronte a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche, la credibilità delle istituzioni. Nemmeno nei paesid el terzo mondo - sottolinea amaro - vi sono situazioni analoghe». E rivolge un consiglio: «Prima di coinvolgere i cittadini, gli uffici decentrati dello Stato si chiariscano e decidano di conseguenza, anche perché se Brescia avesse dato un parere negativo, nessuno avrebbe mai discusso di Strada Cipata». Burchiellaro conclude con una frecciata alla giunta co-muale guidata da Fiorenza Brioni: «E' strano - dice - che tanta passione non venga rivolta da Trevisani ad un intervento appena approvato da questa amministrazione, persino con il parere positivo suo e di Rinaldi, che prevede la realizzazione della nuova sede del Coni, per quello che ne sappaimo dai giornali, alta 30 metri e in prossimità del campo canoa».
Ora Burchiellaro attacca Trevisani: colpisce la credibilità delle istituzioni
Gianfranco Burchiellaro, deputato ulivista, risponde a Filippo Trevisani, sovrintendente per il patrimonio storico e artistico di Mantova, che lo aveva accusato di aver detto falsità su Strada Cipata. Burchiellaro sostiene che la lottizzazione di Strada Cipata ha avuto il parere vincolante e positivo della sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici di Brescia, e che Trevisani si arrampica sugli specchi di una fantomatica ricostruzione storica per dire la cosa più semplice e comprensibile a tutti. Burchiellaro afferma che la polemica si infiamma e potrebbe finire sul tavolo del ministro per i beni culturali.
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