San Carlo Villari attacca gli industriali Villari: manca la buona volontà L'allarme della Iervolino, le polemiche tra Comune e Confindustria Napoli, l'apertura del ministro RntpHi e dell'assessore regionale Di Lello, l'annunciato vertice tra il sindaco e Mario Moretti Polegato, il presidente della Geox che ha raccolto l'appello per aiutare il San Carlo. Tessere di un mosaico sempre più complesso da ricomporre. E intanto il sindaco Iervolino venerdì ha ribadito il concetto: «Sono molto preoccupata per il San Carlo». Riccardo Villari, parlamentare della Margheri -ta, anche lei è preoccupato? «Certo che sì. Leggendo il dibattito sul San Carlo si ha l'impressione che da parte della classe politica ci sia volontà concreta e costruttiva di risolvere i problemi, da parte degli imprenditori un'eccessiva vaghezza. Confindustria Napoli da l'impressione di cincischiare un po' troppo». In che senso? «Da Lettieri e dagli altri imprenditori mi sarei aspettato uno slancio maggiore. Di fronte alla crisi non c'è stato alcun segnale, di fronte all'appello della Iervolino meno, che mai. Solo polemiche sulla gestione, sulle modalità d'accesso. Mi sarei aspettato che qualche imprenditore napoletano agisse come Mario Moretti Polegato che, senza bisogno di leggere carte, ha dato la sua disponibilità». Questione di generosità? «Di buona volontà. Forse è questo quello che manca agli imprenditori campani. Si tratta del San Carlo non di un'iniziativa qualunque, è uno dei più importanti teatri lirici d'Italia e d'Europa. Eppure si mostrano riserve, non si decide di intervenire con il necessario entusiasmo». Sono i politici a recitare un ruolo migliore? «Troppe volte la classe politica viene giudicata. A me non va di subire pagelle in casi come questo. Esiste in Campania una classe imprenditoriale capace di dare alla collettività senza chiedere garanzie che sembrano pretestuose?». Gli imprenditori chiedono garanzie sulla gestione economica del San Carlo. «Ma si tratta di un teatro lirico non di un'azienda. Produce cultura e lo fa benissimo. Certo ci vuole oculatezza ma i costi sono altissimi. Il San Carlo non è in deficit per cattiva gestione ma perché per produrre cultura di qualità in un teatro lirico bisogna affrontare spese considerevoli. E invece si parla solo di poltrone nel consiglio d'amministrazione. Verrebbe da ripetere la battuta per cui, certe volte gli imprenditori perdono la "i" e la "m" per essere solo dei prenditori». Un messaggio chiaro per il leader degli industriali. «Ma io non mi rivolgo solo a Lettieri. Certo il presidente degli Industriali è quello che si è esposto di più in questi giorni. Ma ci sono tanti altri, da Punzo a D'Amato solo per citarne due, che hanno le capacità e le possibilità di dare un segnale forte. Singolarmente O in gruppo poco importa, la cosa fondamentale è trovare una soluzione». Ben venga la soluzione prospettata da Di Lello, quindi? «Se c'è buona volontà la formula si trova, a costo di inventarla. Qui, invece, si parla di garanzie, si pongono condizioni. Il problema è la disponibilità a dare finanziamenti. Ci sono critiche, analisi, ma nulla di concreto. Questa vicenda rischia di essere una passerella di buone intenzioni». Stanno sbagliando solo gli industriali? «Quando i politici sono in errore accetto le critiche. Ma stavolta non ci sto. Rivendico il mio ruolo per spingere gli altri a svegliarsi: mentre gli industriali discutono del metodo il San Carlo è in crisi. Lettieri parla del teatro come di un'azienda e il Massimo napoletano rischia di chiudere». Eppure in questi giorni ci sono stati punti di contatto tra il mondo politico e quello imprenditoriale. «Ma sempre per merito dei politici. La Iervolino si è detta disponibile a cercare ovunque i fondi per il teatro, eha fatto bene. Il governo attraverso Ruttili ha annunciato un aumento del Fondo unico per lo spettacolo. Di Lello ha teso una mano a Confindustria. Dall'altra parte, invece, non c'è nulla di concreto». Il sindaco nel ringraziare Moretti Polegato ha detto che un solo imprenditore non basta. «Infatti. Però i nostri industriali non mostrano alcuno slancio. Punzo è in ottimi rapporti con Della Valle e Montezemolo. Perché non coinvolgerli nel progetto? Nulla, solo chiacchiere». Possibile che il caso siano solo le poltrone? «Nel Cda il governo ha designato una manager e un'imprenditrice. Non c'è alcuna volontà di lottizzare da parte di nessuno. Lettieri parla di garanzie, il San Carlo ha difficoltà anche a trovare gli sponsor. Se c'è qualcuno che sta facendo una brutta figura sono gli industriali».