I Comuni e le fondazioni che non abbiano la qualifica di Onlus non parteciperanno, nel 2007, alla ripartizione del cinque per mille dell'Irpef, che i contribuenti possono destinare al sostegno del settore non profit, delle università, della ricerca scientifica e sanitaria. È questa una delle principali modifiche apportate dalla Finanziaria 2007 alla misura sperimentata per la prima volta l'anno scorso, per iniziativa del Governo Berlusconi. Ripartizione del 5 per mille II meccanismo resta (anche se era scomparso dalla prima versione del disegno di legge Finanziaria), ma è limitato a un tetto di spesa, fissato per il 2008 in 250 milioni di euro. Inoltre, una parte dei fondi a disposizione (lo 0,5 del totale determinato dalle scelte dei contribuenti), sarà destinata all'agenzia per le Onlus, (per rendere più efficaci i controlli sugli enti non profit) e alle organizzazioni nazionali rappresentative del terzo settore «riconosciute come parti sociali». Sarà un decreto del presidente del Consiglio dei ministri a definire quali siano queste organizzazioni di secondo livello. Gli enti beneficiari del "nuovo" cinque per mille sono, dalle dichiarazioni 2007, redditi 2006, le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato riconosciuti come Onlus e attivi negli undici settori previsti dall'articolo 10 del decreto legislativo 46097, le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dalla legge 3832000, le università e gli enti di ricerca scientifica e sanitaria. Le fondazioni potranno iscriversi alla ripartizione del cinque per mille soltanto se hanno la qualifica di Onlus o se promuovono la ricerca scientifica. Restano escluse le fondazioni attive nell'istruzione, nei campi dell'arte e della cultura (come il Fai, Fondo per l'ambiente italiano). Escono dal novero dei potenziali beneficiari anche gli 8.103 Comuni italiani: il legislatore ha preferito finanziare le loro attività sociali attraverso la fiscalità generale e limitare la platea dei candidati alla ripartizione del cinque per mille, che l'anno scorso ha visto concorrere oltre 37mila enti, tra cui golf club, circoli di scacchi e associazioni bocciofile. Otto per mille Resta invariato, invece, il meccanismo di assegnazione dell'otto per mille dell'Irpef, che i contribuenti possono destinare allo Stato o a una delle sei confessioni religiose che hanno siglato un'intesa con l'Italia (legge 22285). La Finanziaria 2007 ribadisce però il taglio della quota a gestione statale già avvenuto negli anni scorsi. L'otto per mille dell'Irpef che i contribuenti sceglieranno di destinare allo Stato non andrà completamente a finanziare gli interventi di natura sociale previsti dalla legge istitutiva (per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali): alla quota complessiva saranno sottratti 35 milioni nel 2007 e 80 milioni nel 2008 e nel 2009. Esclusi i Comuni I beneficiari Possono candidarsi alla ripartizione del cinque per mille le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato riconosciuti come Onlus e attivi negli undici settori previsti dall'articolo IO del decreto legislativo 46097, le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dalla legge 3832000, le università e gli enti di ricerca scientifica e sanitaria. Le fondazioni potranno iscriversi alla ripartizione soltanto se hanno la qualifica di Onlus o se promuovono la ricerca scientifica. Gli esclusi Rispetto alle regole fissate dalla Finanziaria 2006, restano esclusi dalla ripartizione le fondazioni non riconosciute come Onlus e gli 8.103 Comuni italiani
Cinque per mille con il contagocce. Sussidiarietà. Onlus e ricerca tra i destinatari.
La Finanziaria 2007 ha apportato modifiche significative alla misura del cinque per mille dell'Irpef. I Comuni e le fondazioni che non hanno la qualifica di Onlus non parteciperanno alla ripartizione del 5 per mille. Il meccanismo resta, ma è limitato a un tetto di spesa di 250 milioni di euro. Una parte dei fondi sarà destinata all'agenzia per le Onlus e alle organizzazioni nazionali rappresentative del terzo settore. Le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli enti di carattere privato riconosciuti come Onlus possono candidarsi alla ripartizione. Le università e gli enti di ricerca scientifica e sanitaria sono anche beneficiari.
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