Sembra non esserci più pace per il David di Michelangelo, nonostante la decisione definitiva (si alla pulizia con impacchi di acqua bi-distillata) presa nei giorni scorsi dal ministro Urbani. Cinquanta studiosi d'arte, ancora una volta capitanati da James Beck, hanno chiesto allo stesso Urbani di istituire un comitato tecnico di controllo (con tanto di premi Nobel e di giudici di Cassazione) sul restauro della statua attualmente conservata alla Galleria dell'Accademia di Firenze. Nelle intenzioni di Beck, il comitato dovrebbe «funzionare come un vero e proprio ente consultivo e riesaminare cosi l'intera questione relativa all'intervento». In questo modo secondo il critico statunitense verrebbe assicurata «una totale trasparenza intellettuale», rassicurando «il mondo circa il livello del restauro». Le sue parole sembrerebbero escludere ogni polemica con il soprintendente Paolucci (da sempre fautore di questo metodo) ma è solo un'impressione. Beck, dalla Val d'Aosta dove si trova in vacanza, ha infatti tenuto a precisare: «Sono fiducioso che l'equipe fiorentina vorrà usare soltanto acqua bi-distillata ma temo che Paolucci potrebbe essere tentato di estendere i parametri dichiarati dal momento che il trattamento è davvero troppo blando per le loro intenzioni di pulitura». Arrivando, indirettamente, a ipotizzare un'eventuale aggiunta di solventi chimici in corso di restauro. Pronta è però arrivata la risposta di Paolucci: «Beck e gli altri stiano tranquilli in vacanza. Non useremo solventi nella pulitura del David ma soltanto acqua bidistillata e non modificheremo In alcun modo la nostra linea perché è la linea più giusta».