"Le richieste sono state oltre duemila, un record in Italia". Inchiesta della procura, le accuse nella relazione del consulente Fotografie taroccate nella documentazione per dimostrare lavori in realtà mai fatti Verande, capannoni e intere lottizzazioni sono al vaglio dei pm Rossi e Nitti Hanno fotografato un muro, senza nulla dietro, e hanno tentato di far credere che fosse una casa, già belle rifinita. Hanno innalzato impalcature con tubi metallici Innocenti e le hanno ricoperte di lamiere, spacciandole per capannoni. Sono arrivati a trasformare in abitazioni da condonare persino le recinzioni in muratura di un orto, mettendoci sopra quattro travi. E se i trompe-loeil e gli altri stratagemmi ottici non bastavano a rendere credibile il trucco, intervenivano Photoshop e gli altri programmi di fotoritocco computerizzati. E linganno, per lufficio tecnico, era servito. La fantasia dellabusivismo ha dato il meglio di sé ad Altamura, la città record dei condoni. Le richieste sono state 2256. E i pm della Procura di Bari Renato Nitti e Roberto Rossi hanno dato incarico a un pool formato da tecnici, polizia provinciale, corpo forestale dello Stato e polizia municipale di esaminarli uno a uno. La relazione, già consegnata ai magistrati, dellingegner Giuseppe Ferri - consulente della Procura anche per il caso "Punta Perotti" - ha portato allindividuazione di «oltre cento domande sicuramente non ammissibili al condono», cioè sicuramente false. A questi, poi, bisogna aggiungere altre centinaia di casi «dubbi». E se in città spuntano come funghi illeciti ampliamenti, verande fuori ogni norma e decenza nel centro storico, intere lottizzazioni abusive nelle periferie, in campagna la polizia forestale si allunga a indagare sugli abusi commessi nel parco dellAlta Murgia. Sono spuntati così dei capannoni industriali allinterno della riserva e gli atti relativi sono stati trasmessi in Procura. I proprietari avevano presentato diverse domande di condono spezzettando in cinque pseudoparticelle il terreno su cui sorgeva il finto capannone - in realtà era una montagna di tufi giustapposti e sormontati da una lamiera zincata - in unarea già soggetta a diversi vincoli ambientali prima ancora che nascesse il parco. Altri quattro capannoni erano stati sequestrati dal corpo forestale mesi fa ad Altamura, lungo la strada per Bari. Nellambito di unaltra inchiesta, invece, i tecnici stanno valutando la legittimità di una serie di ampliamenti e altri interventi nel centro edile Quartarella, sulla via per Matera. Per linchiesta principale gli indagati sono già diverse decine. In una prima fase nel registro erano iscritti solo i proprietari, ora le accuse si stanno estendendo anche ai tecnici. In qualche caso, chi ha presentato la domanda di condono sè affrettato ad abbattere tutto, come ha fatto un uomo che aveva costruito un deposito attiguo a una villetta. Unaltra tipologia molto diffusa di raggiro tecnico-urbanistico nelle zone di espansione della città, sulla via per Corato, per Ruvo o per Bari, è la trasformazione in ville private di finte case coloniche attraverso il cambio di destinazione duso. «Altamura è il far west», è la sintesi di uno degli uomini impegnati nellinchiesta. Del resto, il territorio è vasto - 43mila ettari che impegnano 280 fogli di mappe catastali - e controllarlo tutto è pressoché impossibile. E distinguere tra usi civici, zone a protezione speciale e terreni edificabili non è semplice. È così che la Leonessa di Puglia si sta trasformando in una delle capitali italiane del mattone illegale.
Scandalo ad Altamura centinaia i falsi condoni
La Procura di Bari ha indagato su oltre duemila richieste di condono per l'edilizia abusiva a Altamura. I tecnici hanno individuato oltre cento domande sicuramente non ammissibili e centinaia di casi dubbi. Le indagini hanno rilevato che i proprietari hanno presentato richieste di condono spezzettando il terreno in cinque pseudoparticelle per ottenere una licenza di costruzione. Altri casi di abuso sono stati individuati, come la trasformazione di capannoni industriali in case private e la costruzione di ville private su terreni non edificabili. La Procura ha anche indagato su casi di trasformazione di finte case coloniche in ville private attraverso il cambio di destinazione duso.
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