Un opuscolo con i volti degli uomini illustri del passato presentato in Provincia MACERATA - Da sempre la sala consiliare della Provincia è caratterizzata dagli affreschi riproducenti gli stemmi dei Comuni di tutto il territorio e i volti degli uomini più illustri del tempo, tra i quali spiccano Giacomo Leopardi, Matteo Ricci, Annibal Caro, Filelfo, Eustachio, Gentili, Colucci, Crescimbeni, il papa Castiglioni, Floriani, Vaccai, Mestica e tanti altri di cui purtroppo si è persa memoria ed oggi, anche per una persona quanto mai erudita, è molto difficile riconoscerne l'identità, figuriamoci le benemerenze e l'attività svolta. E questo perché quegli affreschi sono stati realizzati dall'artista Domenico Bruschi nel 1883, e quindi, a parte i maggiori, gli altri personaggi sono stati del tutto dimenticati, anche se ovviamente a quel tempo una loro importanza sicuramente l'avevano. Partendo proprio dalla necessità di identificare tutti quei 54 uomini illustri raffigurati nella sala consiliare, il presidente del consiglio provinciale, Silvano Ramadori, ha dato il via ad un lavoro di ricerca che ha consentito, nei giorni scorsi, di pubblicare un volume in cui vengono riprodotti non solo tutti gli stemmi dei Comuni (ce ne sono soltanto 54 perché gli altri tre - la provincia oggi ne conta 57 - sono stati creati successivamente) ma anche tutte le immagini dei personaggi famosi con la relativa descrizione del loro casato, delle opere compiute, del loro significato nella storia. L'opera è stata presentata da Ramadori, dall'assessore provinciale ai beni culturali Donato Caporalini, da Evio Hermas Ercoli, coautore del libro, da Carlo Scheggia che ha curato la ricerca storica e la pubblicazione, e da Andrea Compagnucci che ne è stato coordinatore editoriale. In particolare Ramadori ha sottolineato che l'opera può servire da guida per quanti visiteranno il palazzo della Provincia e sarà consegnata alle scolaresche che periodicamente vengono accolte nella sala. Ciascuno di quei personaggi - ha detto tra l'altro Ramadori - pare che dica ai visitatori Io ho operato per la collettivitàfallo anche tu!. Dal canto suo Donato Caporalini, ha detto che questo lavoro sui maceratesi illustri sarebbe da aggiornare perché dal 1883 ad oggi la provincia si è arricchita di numerose altre personalità. Quindi sarebbe opportuno invitare i cittadini a segnalare quei personaggi che, secondo loro, in questi anni si sono distinti nel campo sociale, culturale, della ricerca. La storia del palazzo della Provincia è stata invece delineata da Hermas Ercoli autore, anni addietro, di un libro sui padri Filippini. Infatti tutto il complesso sede della Provincia è ricavato dall'antico convento dei Filippini. Delle difficoltà di ricercare la biografia di tutti i personaggi ha parlato Scheggia sottolineando che per questa indagine si è avvalso della collaborazione di numerosi storici e studiosi contattati nei vari Comuni della provincia mentre alcune foto sono della Cmr e altre dell'archivio fotografico Balelli messo a disposizione dalla Biblioteca nazionale, di cui era presente la direttrice Angiola Napolioni. Compagnucci infine, ha spiegato il significato di altri affreschi presenti nel soffitto della sala consiliare dove sono rappresentati la Provincia con il suo stemma e a fianco i fiumi Chienti e Potenza. In un ovale centrale c'è l'allegoria della giustizia, della sapienza, dell'industria e dell'agricoltura. Tra le curiosità il fatto che in uno degli stemmi figura il nome Ficano, Comune ha oggi conosciamo come Poggio S.Vicino.