Sta sotto gli occhi di tutti il bilancio della due giorni del governo a Caserta. «Non mi sembra che ci siano dubbi: e questo vale sia sul versante del rapporto con il territorio che per il Paese. Per quanto riguarda Caserta si è trattato di un evento straordinariamente importante per la provincia e per la città», è il commento - all'indomani del ritorno a casa dell'armata governativa - del sottosegretario diessino alal Pubblica Istruzione Gaetano Pascarella, che della trasferta sotto la Reggia è stato uno dei massimi sostenitori. Ma cosa resta, evento storico a parte? «Tanto già da subito, e tanto si vedrà nei prossimi mesi: gli atti concreti del governo Prodi nei confronti del territorio sono andati al di là di ogni più rosea aspettativa. Caserta ha ricevuto impegni concreti, rassicurazioni su temi fondamentali e l'istituzione di due tavoli nazionali come quelli sulla crisi dell'apparato produttivo e quello sulla filiera bufalina». Qual è il risultato immediato più positivo? «Forse la firma di Rutelli per l'istituzione del distretto culturale, una novità assoluta perchè coinvolge non solo il capoluogo ma l'intera conurbazione. Quella rete che avevamo già pensato, e che parte dal Museo Campano di Capua, sarà capace adesso di legare evidenze storiche, archeologiche e architettoniche di primaria importanza disseminate sul territorio che circonda la Reggia». Con ricadute sull'economia... «Certo, e all'interno del distretto culturale nuove strutture di accoglienza serviranno a rendere finalmente residenziale quel turismo che finora abbiamo conosciuto solo nella versione mordi e fuggi». Cosa cambia dal punto di vista più generale, invece? «Che Caserta sia diventata la sede in cui il Paese riscopre l'attenzione per il mezzogiorno ha una valenza fortemente simbolica. Specialmente se si considera la scala quantitativa della manovra annunciata qui da Prodi per il Sud nei prossimi anni. È stato messo a punto un asse strategico per lo sviluppo che ha come cardini l'innovazione, i beni culturali e la formazione. E non è poco». Ma non tutto, di quanto è stato discusso e approvato a Caserta, avrà vita facile, ci sono dei nodi ancora da sciogliere? «Sì, su alcuni problemi c'è la necessità di una ulteriore riflessione, che dovrebbe però impegnare la coalizione non più dei prossimi due-tre mesi per essere definiti in maniera più chiara». Come ad esempio il capitolo della modernizzazione... «Il traguardo da raggiungere è un Paese moderno ed efficente, con una pubblica amministrazione radicalmente trasformata e un apparato produttivo altamente competitivo che si avvantaggia di servizi migliorati dalle necessarie liberalizzazioni, passaggio obbligato se si vogliono rendere praticabili i diritti del cittadino consumatore». Due priorità per il prossimo futuro. «Welfare e istruzione, e cioè un sistema di garanzia per famiglie e giovani a cui va aggiunta la riforma del sistema istruzione, in partricolare di quella tecnica superiore».