Tira la cinghia il museo di Valle Giulia. Ma continua a crescere. Entro il prossimo anno partiranno i lavori del nuovo ampliamento, il quarto nel secolo scarso di vita del museo. Un'ala sul retro, che prenderà il posto del grande padiglione dell'architetto Cosenza, destinato ad essere quasi totalmente demolito. Il progetto, firmato dall'architetto tedesco Diener, dovrebbe dare definitiva sistemazione alle collezioni dei grandi maestri del secondo Novecento, troppo complesse o relegate in deposito. Dotare finalmente la Galleria di adeguati spazi per mostre, oggi soffocate nei due saloni dell'atrio. E regalargli anche un nuovo capiente Auditorium. Il cantiere dovrebbe essere chiuso entro il 2006. Ma gli imprevisti sono sempre in agguato. Il primo si è già manifestato nel corso degli scavi archeologici, previsti per dare il nullaosta ai lavori. Dal terrapieno addossato al retro del museo, dove già spuntavano i resti di un antico muro, è riaffiorata una imponente costruzione d'epoca romana. Si tratta sicuramente sicuramente delle rovine di un lussuoso complesso termale, come provano le tracce di condutture, i nicchioni a ninfeo lungo le pareti absidate, i sedili di travertino. L'ipotesi è che si tratti di una struttura di servizio di una grande dimora del secondo secolo, forse come ipotizzano alcuni della villa di Lucullo. Per dare spazio e risalto ai ritrovamenti il progetto è stato rivisto: i ruderi saranno incorniciati da una cortina di verde e visitabili attraverso il giardino di via Aldovrandi. Tra le novità in arrivo, anche due imminenti gare per riassegnare la gestione della libreria (si è conclusa la gestione della società francese che l'ha lanciata) e della biglietteria.