Ricorso del sindaco al ministero dei Beni culturali per ragioni urbanistiche SASSARI. Soffiano venti di guerra sull'ex hotel Turritania, il «tappo» costruito negli anni Cinquanta in porta Sant'Antonio, alla fine di corso Vittorio Emanuele, su progetto dell'architetto Vico Mossa e sul quale la Soprintendenza regionale ai beni architettonici ha deciso di mettere il vincolo. Una scelta fatta qualche giorno fa, che però non convince assolutamente l'amministrazione comunale che, dopo alcuni incontri e ragionamenti interni alla maggioranza, ha deciso di chiedere alla Soprintendenza la revisione. Per ragioni prettamente urbanistiche, anche in relazione all'imminente stesura del nuovo Puc (piano urbanistico comunale). E stato così deciso di predisporre ricorso gerarchico al ministero dei Beni Culturali. Una richiesta di revisione, firmata dal sindaco Gianfranco Ganau, nella quale si chiede al ministro di intervenire sul vincolo imposto dall'architetto Scarpellini l'11 dicembre, quando la Soprintendenza regionale aveva ufficialmente chiarito, con una relazione tecnica inviata al sindaco, che l'ex hotel Turritania non poteva essere abbattuto. Ma il vincolo imposto dal Soprintendente male si accompagna con le osservazioni e le indicazioni che riguardano la stesura del primo piano urbanistico di Sassari, ha rilevato il sindaco nel documento inviato al ministero. il ricorso gerarchico può essere proposto in unico grado e contro provvedimenti non definitivi all'autorità amministrativa gerarchicamente superiore a quella che l'ha emesso, che in questo caso è il ministero ai Beni Culturali. Per motivi di legittimità o di merito. L'atto proposto dall'amministrazione comunale potrebbe essere la strada giusta da seguire per risolvere l'annoso problema dell'hotel Turritania. Il ministero dei Beni Culturali avrà 90 giorni di tempo per fornire una risposta al quesito dell'amministrazione.