L'anniversario. Solimene, Jodice, il barocco. Il programma di Spinosa per i cinquant'anni dal restauro del museo Il Museo di Capodimonte celebra se stesso: a cinquant'anni dalla sua rifondazione, avvenuta il 5 maggio del 1957, la Soprintendenza speciale per il Polo museale napoletano metterà in cantiere una serie di iniziative che prenderanno il via nella prima metà del 2007 e proseguiranno nel 2008. Dopo la mostra «Miti, Storia, Realtà» dei Campi Flegrei, giunta ormai nella fase finale, e quella in corso sulla figura di Giacinto Gigante, il soprintendente Nicola Spinosa si prepara a nuove iniziative, io una sede prestigiosa come Capodimonte, vero e proprio simbolo del nostro patrimonio culturale, sia a livello nazionale che internazionale. «Nel 2007, in collaborazione con trenta Musei, sparsi nel mondo, da quello di San Pietroburgo, alla National Gallery di Londra, partirà una mostra ad hoc che avrà l'obiettivo di ripercorre la storia artistica di Napoli, proprio attraverso le sue migliori opere», spiega Spinosa. Ma i programmi non si fermano qui: «Nella prima decade di maggio, oltre ai numerosi eventi culturali gratuiti per le scuole, allestiremo due mostre: la prima sui lavori di ristrutturazione che il Museo ha vissuto dal 1957 a oggi, la seconda su "Solimene ed il tardo Barocco a Napoli" che vedrà coinvolta, oltre al museo di Capodimonte, anche la sede di Castel Sant'Elmo". In questa carrellata d'arte, ci sarà spazio anche per la fotografia. «Dal momento che daremo vita, una volta al mese, ad una nuova rassegna che avrà come tema conduttore "Capodimonte, Obiettivo mondo" alla quale parteciperanno numerosi artisti di fama internazionale, tra cui Mimmo Jodice». Con la volontà di concretizzare queste numerose iniziative, il soprintendente Spinosa ha modo di sottolineare, in merito alle problematiche di viabilità nel rapporto arte-territorio, che "il Museo di Capodimonte è tagliato fuori da una rete di collegamenti efficienti con la città ed il resto delle aree limitrofe". L'esposizione di Castel Sant'Elmo, che è parte del Progetto Integrato Territoriale «Grande Attrattore Culturale Campi Flegrei», ha aperto un dibattito non solo sulla volontà di creare una dialettica artistica tra antico e nuovo, ma soprattutto sulla possibilità di riflettere sul nostro patrimonio culturale. E sul possibile recupero architettonico, archeologico ed ambientale di un territorio che è stato oggetto di urbanizzazione selvaggia e di numerosi scempi architettonici. «Negli anni che vanno dal 1950 al 1970, gli antichi monumenti del passato, come l'Anfiteatro Flavio o il Tempio di Venere, per citarne alcuni, sono stati soffocati da una architettura di cattivo gusto, che io definisco popolare, ma non povera. Nel senso che, dove c'erano spazi di vegetazione e di verde, ed in tal senso i dipinti del tedesco Philip Hackert esposti a Castel Sant'Elmo risultano illuminanti, sono sorti insediamenti urbani che non si integrano con il territorio circostante», conclude Spinosa.
Così Capodimonte celebra se stesso
Il Museo di Capodimonte celebra il suo cinquantesimo anniversario dalla sua rifondazione nel 1957. La Soprintendenza speciale per il Polo museale napoletano ha pianificato una serie di iniziative per il 2007 e il 2008. Tra queste, una mostra ad hoc sulla storia artistica di Napoli, partendo da trenta musei in tutto il mondo. Inoltre, saranno allestite due mostre: una sui lavori di ristrutturazione del museo dal 1957 a oggi, e un'altra su "Solimene ed il tardo Barocco a Napoli". Il museo avrà anche una nuova rassegna di fotografia, con il tema "Capodimonte, Obiettivo mondo".
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