Musei e grandi mostre: su questo binomio sembra giocarsi il futuro delle accademie, delle gallerie e degli altri «spazi espositivi» italiani. Almeno secondo quanto riportato dall'annuale indagine del Touring Club resa nota ieri e destinata a fotografare «l'affluenza dei visitatori nei musei di maggiore interesse» per il 2002. Indagine che, appunto, testimonia come «gli eventi culturali e le mostre temporanee siano diventati i grandi catalizzatori di visitatori per i nostri musei» grazie a un effetto che i responsabili del centro studi del Tci definiscono «di trascinamento». Un esempio per tutti, la Pinacoteca dell'Accademia Carrara di Bergamo che, anche in virtù dei 150.480 visitatori della mostra dedicata alla «Collezione Rau», ha visto crescere i propri visitatori del 177,8: un record. Dalla stessa ricerca del Touring arrivano però segnali non del tutto positivi. Nel corso del 2002, il totale dei visitatori nei 37 maggiori musei italiani è stato di 11.253.111 persone, una bella cifra ma che comunque è inferiore del 2,3 rispetto al 2001. Più specificatamente il pubblico è in calo nelle principali città d'arte a cominciare da due evergreen come Roma (-9.6) e Firenze (-5,5). Per spiegare questo calo i ricercatori hanno pensato al timore scaturito dall'attentato alle Twin Tower e a un generale clima di incertezza che ha pesato «sul movimento turistico in generale», toccando in particolare gli Stati Uniti. A proposito di Roma, la ricerca definisce la diminuzione dei visitatori nei musei romani come «una fisiologica conseguenza» del boom del Giubileo. Anche se Roma e Firenze restano in ogni modo «capaci di catalizzare in maniera indiscussa e consolidata» un grandissimo numero di persone. In tutto il mondo. La stessa ricerca conferma poi (oltre alla crescita di musei, monumenti e aree archeologiche statati con il 4,9) l'accentramento dei «grandi». Nella lista dei 37, «una quota consistente» si concentra così «nei primi dieci musei della classifica» che nel 2002 hanno raccolto il 75,6 dei visitatori totali, in pratica quasi nove milioni sugli undici complessivi. Tra gli accentratori i Vaticani, gli Uffizi, la Galleria dell'Accademia e la Palatina di Firenze, la Borghese e i Capitolini a Roma; l'Egizio a Torino, l'Accademia di Venezia, l'Archeologico di Napoli e il Castello di Milano. Tutti in calo tranne quest'ultimo (40,4), gli Uffizi (0.5) e l'Archeologico (0,6). Proprio il Castello con la sua performance sembra infine confermare che «la valorizzazione di molte sedi monumentali» fa crescere il pubblico o meglio che investire in nuovi allestimenti e servizi paga sempre. Tendenza indirettamente confermata anche dalla crescente attenzione dimostrata dai visitatori per i cosiddetti «biglietti integrati», quelli che a Venezia, Torino, Napoli o Agrigento già consentono l'ingresso a più musei e gallerie.
Meno visitatori nei musei. Ma c'è voglia di eventi
L'indagine del Touring Club ha rilevato che gli eventi culturali e le mostre temporanee sono diventati i principali catalizzatori di visitatori per i musei italiani. La Pinacoteca dell'Accademia Carrara di Bergamo ha registrato un aumento del 177,8% dei visitatori grazie alla mostra dedicata alla Collezione Rau. Tuttavia, il totale dei visitatori nei 37 maggiori musei italiani è stato inferiore del 2,3% rispetto al 2001. Il calo è stato notato principalmente nelle principali città d'arte, come Roma e Firenze. I ricercatori hanno attribuito questo calo al timore scaturito dall'attentato alle Twin Tower e a un generale clima di incertezza.
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