LINTERVISTA Francovich: "La chiesa è stata manomessa nel tempo e la scala si somma agli interventi di prima" "Il progetto è stato presentato a tutti ma gli esperti non hanno aperto bocca" Riccardo Francovich, docente di archeologia medievale, da sempre acceso sostenitore della salvaguardia delle poche memorie e testimonianze della Firenze romana e medievale, è stato anche consulente per le indagini e gli scavi nellarea sotto la Biblioteca Magliabechiana, San Pier Scheraggio e Piazza del Grano. Professore, qual è il suo parere sullintervento delle nuove scale sulla navata di San Pier Scheraggio? «Ripeto quello che ho sempre ripetuto a tutti. Larea è di grande interesse e complessità. La chiesa di San Pier Scheraggio è stata sede del Senato della Repubblica fiorentina prima di Palazzo Vecchio, lì si trovano le spoglie di buona parte della classe dirigente, è dove è stato Dante E stata molto manomessa nel corso del tempo, non solo dal Vasari, ma nell800 e 900 con Bartoli, Bemporad. Prima di intervenire si doveva valutare tutta la sua complessità con rilevi analitici. Il progetto della scala fa saltare il mio suggerimento di studi». Quindi è decisamente contrario? «Un progetto architettonico è un mestiere diverso. Di certo, fosse stata casa mia lì uno scalone non ce lo avrei fatto. Perché lintervento su una navata laterale va a sommarsi agli interventi di prima, pregiudica un monumento medievale, non gli si fa davvero un bel servizio. Daltra parte il progetto complessivo è stato presentato a tutti. E gli esponenti della cultura architettonica di questa città non hanno aperto bocca». Il problema allora è di una città che non partecipa alle scelte del suo futuro? «Il problema è che non cè stata discussione. Forse servivano degli specialisti, un concorso di idee. E un punto delicato, visto che ora il cantiere è aperto e i capitolati cominciano a correre. Il problema è come siamo arrivati a questo incarico di progettazione a Chimenti con un accordo tra Palazzo Vecchio e ministero. La domanda che ho fatto a tutti è che se per fare una cosa nuova da 6 milioni di euro, come la Loggia Isozaki, si è fatto un concorso internazionale, perché non farlo per intervenire dentro agli Uffizi, in una struttura storica, per interventi da 48 milioni di euro?». (m.a.)