«Se Pompei non ha voluto l'Iliade di Alessandro Baricco, Paestum è pronta a ospitarla subito». La proposta arriva direttamente dall'Amministratore dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Paestum, Francesco Testa, all'indomani delle dichiarazioni dello scrittore torinese, a Napoli martedì scorso per presentare il suo libro «I barbari». Di fronte a una sala gremitissima, alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, Baricco ha infatti raccontato del suo grande rammarico per il fallimento di un progetto a cui teneva particolarmente. «A Napoli è legata una delle mie più grandi delusioni. Volevo fortemente portare qui l'Iliade, ma non ci sono riuscito - ha detto - l'idea era di farla a Pompei, ma evidentemente non eravamo molto graditi. Peccato perché qui il pubblico è straordinario». Ecco, allora, a smorzare la nota polemica delle dichiarazioni di Baricco, la proposta dell'amministratore Testa: «Non conosco le ragioni per cui il progetto non è stato realizzato - spiega - né m'interessa entrare nel merito della polemica. Ma Baricco sappia che se vuole c'è un sito archeologico di bellezza straordinaria, patrimonio dell'Unesco, e tra l'altro molto vicino ai luoghi di Ulisse, che è a sua disposizione. Mi farò carico personalmente di contattare tutti gli enti interessati, comune, soprintendenza e provincia, per fare in modo che la cosa si realizzi senza alcun intoppo». Non ha dubbi, Testa, sulla praticabilità del progetto, che prevede già di poter inserire nella programmazione delle «Antichità spettacolari», che nella sua prima edizione, l'anno scorso, ha visto la presenza straordinaria di Bob Dylan. «Preferisco tagliare due spettacoli pur di avere l'Iliade di Baricco - assicura Testa - il quale oltre ad essere uomo di cultura è anche un gran trascinatore di folle». Il reading omerico potrebbe dunque andare in scena nell'anfiteatro antistante il Tempio di Cerere. Realizzato per la prima volta nel 2003 con grande successo negli auditorium di Roma e Torino, lo spettacolo (diventato poi un libro di successo pubblicato da Feltrinelli) doveva approdare a Pompei nel 2005, ma poi, come si è detto, non se n'è fatto più niente. L'anno dopo Baricco, su invito di Luigi Necco, in qualità di presidente dell'Azienda Soggiorno e Turismo di Napoli e dell'assessore Marco Di Lello, ha fatto un breve sopralluogo nel parco archeologico di Pausylipon, ma evidentemente il fascino del teatro romano della Gaiola non è bastato a fargli smaltire la delusione di Pompei. Da allora lo scrittore pare abbia voluto metterci una pietra sopra. Chissà che adesso la proposta di Paestum non lo spinga a ripensarci. «A Baricco non si rinuncia - afferma Necco - a patto, però, che lo spettacolo si faccia tra i templi e non in teatro. L'unico modo per salvare il passato, infatti, è proiettarlo nel futuro».