Resta alta l'attenzione e la tensione sulla problematica pomice dopo la riunione tenutasi a Palermo con l'assessore al Lavoro Santi Formica. "Legambiente" in una nota a firma di Gianfranco Zanna, responsabile per la Sicilia dei Beni Culturali e Salvatore Granata, segretario regionale dell'associazione ambientalista. «L'auspicato piano di riconversione delle cave - si legge nella nota - deve essere orientato verso obiettivi di interesse generale e una gestione del territorio e dell'economia eoliana equilibrata, sostenibile e coerente con il Piano territoriale paesistico e con le altre norme di tutela ambientale». Secondo Zanna e Granata occorre «distinguere la questione dell'occupazione nell'immediato dal necessario Piano di riconversione delle cave e guardare con attenzione alle soluzioni che saranno prospettate per dare una continuità di reddito agli operai Pumex. La questione della riconversione deve, infatti, essere orientata dalle esigenze di conservazione e di tutela del sito e non può essere contrattata sotto la spada di Damocle dei lavoratori in strada». Per i due dirigenti di Legambiente infine «i lavoratori della Pumex possono e devono essere tutelati seguendo percorsi di sostegno del loro reddito, alla stregua di quanto avvenuto per altre imprese in stato di crisi. L'importante è non confondere la difesa dei loro diritti con la difesa di interessi proprietari o speculativi inconciliabili con quelli collettivi». Fortemente critico sulla riunione palermitana è l'ex sindaco Michele Giacomantonio che parla di "brutto pasticciamo della pomice". «La Regione (Assessorato al lavoro ed Assessorato al Territorio ed ambiente) - evidenzia l'attuale consigliere de La Margherita - come i prestigiatori di un tempo, ha uscito un coniglio dal cappello. Ma non è l'obiettivo su cui puntava il consiglio comunale di Lipari e con esso la gran parte dell'opinione pubblica liparese: cioè la riconversione del settore. E' un escamotage che fa sembrare possibile la riconversione dei dipendenti in attività diverse legate al turismo passando attraverso un ciclo di formazione e riqualificazione e quindi l'assunzione tramite bando pubblico aperto a tutti da parte di una società a partecipazione regionale, la Biosphera. Si parla addirittura di cento posti disponibili. Per potere fare questo è necessario che l'isola di Lipari sia riconosciuta come "Riserva naturale orientata"». Giacomantonio a tal proposito pone una serie di quesiti per manifestare perplessità sul percorso di riqualificazione del personale cui legare certezze di assunzione da parte di "Biosphera" e certezze nel tempo, se legate a finanziamenti europei che dopo i sette anni di copertura con fondi comunitari scadono nel 2014. E ancora: «si pensa che per quella data si siano create nuove condizioni di inserimento lavorativo senza più bisogno della stampella regionale? Ma come può accadere, se non viene portato avanti il progetto di riconversione? E che cosa sarà della Pumex senza più maestranze? Chi mette in sicurezza i terreni che sono stati oggetto di escavazione? Si lascia tutto così com'è in situazione di rischio e di degrado?»
Riconversione delle cave di pomice. Tutela dei lavoratori e del territorio
La riunione tra l'assessore al Lavoro Santi Formica e i dirigenti di Legambiente ha sollevato l'attenzione sulla problematica della pomice. L'associazione ambientalista ha richiesto un piano di riconversione delle cave che sia orientato verso obiettivi di interesse generale e sostenibile. I dirigenti di Legambiente hanno anche sollevato la questione della tutela dei lavoratori della Pumex, che potrebbero essere messi in sicurezza con percorsi di sostegno del loro reddito. L'ex sindaco Michele Giacomantonio ha criticato la riunione e ha sollevato quesiti sulla riconversione del settore e sulla tutela dei lavoratori.
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