Mostra che va, mostra che viene. Fra annunci di aperture faraoniche e retromarcia dellultimo minuto, eventi a sorpresa e tante polemiche, la nuova stagione espositiva milanese più che su un programma affidabile sembra puntare su un terno allotto. Al centro della bagarre, Palazzo Reale. Qui, in attesa delle inaugurazioni fissate per fine gennaio, sono state prolungate le rassegne di Boccioni e Tamara de Lempicka. Cosa che ha fatto arricciare il naso agli addetti ai lavori, in perenne attesa di nuovi arrivi col botto, ma che ha accontentato il grande pubblico, in coda da tre mesi per ammirare gli amori illeciti della bella polacca. Fatto sta che ad aprire la stagione, il 26 gennaio, ci penserà la Fondazione Mazzotta con unantologica di Paul Klee, presentata ieri. Una mostra che segna - insieme a quella di Chagall e Mirò, in chiusura - il ritorno della Fondazione ai suoi vecchi amori. Dopo alcuni appuntamenti eccentrici, dalla motocicletta italiana alle star di Hollywood, Gabriele Mazzotta rispolvera la sua vocazione per i maestri delle avanguardie storiche. «È quello che sappiano fare meglio. Non a caso lassessore Sgarbi ha accettato la nostra proposta di una mostra su Kandinsky e lastrattismo in Italia. Dopo 10 anni in cui siamo stati esclusi dalle attività culturali della città, con Sgarbi sè aperto un dialogo che rende giustizia a unistituzione come la nostra che si è dissanguata per produrre eventi di qualità». La mostra si farà a Palazzo Reale, dal 2 marzo, curata da Luciano Caramel, ricca di un centinaio di opere, prestate fra gli altri dal Centre Pompidou e dal Guggenheim di New York. Ma, in attesa di Kandinsky, vacillano gli ambiziosi programmi annunciati da Sgarbi a inizio mandato. Lassessore aveva promesso una grande mostra sulla Cina del Primo Impero e una gigantesca installazione del celebre fotografo newyorchese David LaChapelle. Entrambe in calendario a febbraio a palazzo Reale. Entrambe improvvisamente saltate. La prima, spostata addirittura tra un paio danni. A sentire MondoMostre, produttore dellevento, bisognerà aspettare il 2009. Problemi tecnici, non meglio precisati. LaChapelle, invece, è stato rimandato alla prossima estate, sembra perché lartista - vista la sede - vorrebbe studiare un progetto migliore. In pratica, nessuna certezza. A chiudere il doppio buco è apparsa in compenso, proprio in questi ultimissimi giorni, una new entry targata antico Egitto. Che non è la mostra sul maquillage allestita in questo stesso periodo, e al centro di accese proteste per la sua collocazione nelle sale del Museo della Reggia. Ma è unaltra cosa. Che ha tutta laria di un palliativo per il «crollo della Cina», anche se i pezzi, in arrivo da Berlino, Vienna, Roma e Torino (una serie di sarcofagi inediti) fanno sperare bene. In cartellone dal 26 gennaio, Nefer, la donna nellantico Egitto saccosterà a quella già in corso. Rimane lincognita per i mesi a seguire, in cui si dice saranno protagonisti i capolavori darte moderna delle civiche raccolte - che prima o poi andranno al Museo del Novecento dellArengario, i cui restauri starebbero finalmente per iniziare - e due mostre parallele su arte e arredo in occasione del Salone del Mobile. Oltre a unantologica su Gianfranco Ferroni, il maestro del Realismo esistenziale amato da Sgarbi.
MILANO. Arriva Klee ma saltano i Cinesi. Grandi mostre, caos in Comune
La nuova stagione espositiva milanese è caratterizzata da una grande incertezza. La Fondazione Mazzotta apre la stagione con una mostra di Paul Klee, mentre la Fondazione Sgarbi ha annunciato una serie di mostre, tra cui una su Kandinsky e lastrattismo in Italia, ma queste ultime sono state rimandate o saltate. La mostra su Kandinsky si terrà a Palazzo Reale dal 2 marzo, curata da Luciano Caramel. In attesa di Kandinsky, vacillano gli ambiziosi programmi di Sgarbi, tra cui una mostra sulla Cina del Primo Impero e un'installazione di David LaChapelle, che sono stati rimandati o saltati.
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