Motta. Il primo cittadino chiederà un incontro alla Soprintendenza MOTTA SAN GIOVANNI- Il sindaco del comune di Motta, Giovanni Verduci, nei prossimi giorni chiederà un incontro alla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria, e a Marinella Marino, del Dipartimento programmazione nazionale e comunitaria Autorità di Gestione dei Por della Regione Calabria, per fare il punto sui lavori per la realizzazione di un Antiquarium a Lazzaro, presso la struttura in precedenza utilizzata come caserma dalla Guardia di Finanza. La dottoressa Marino, sollecitata dal primo cittadino di Motta San Giovanni, che aveva denunciato il ritardo nell'esecuzione dell'intervento, aveva comunicato di aver incaricando l'Organismo di Controllo di II Livello della Regione Calabria di accertare eventuali profili di responsabilità. Il sindaco Verduci aveva sottoposto la questione anche al ministro Francesco Rutelli, chiedendo un interessamento che potesse porre fine a tale ritardo. "I lavori in oggetto spiega un comunicato dell'Ufficio relazioni esterne di Palazzo Alecce- , che fanno parte del progetto 'Tra Leucopetra e Capo Eracleion - Valorizzazione dei contesti archeologici di Lazzaro e Bova S.Pasquale' redatto dalla Soprintendenza per i beni Archeologici della Calabria e finanziato dalla Regione Calabria, per un totale di 1.100.000,00 euro, attraverso il Por Calabria 2000-20006 Progetti Specifici- Asse II Beni culturali - erano stati iniziati subito dopo la consegna alla ditta appaltatrice, avvenuta il 30 marzo scorso, per poi essere sospesi, senza alcuna apparente motivazione e senza darne comunicazione agli uffici comunali". "Alla richiesta di informazioni in merito prosegue la nota comunale - , solo alla fine del mese di ottobre, il soprintendente ad interim Pietro Guzzo, aveva confermato che i lavori erano stati sospesi per ragioni di inadeguatezza statica delle murature non emerse in fase progettuale, informando che era in corso l'elaborazione di un progetto di consolidamento in variante rispetto a quanto previsto in appalto". "Il 28 novembre 2006 è scritto ancora nel comunicato - il sindaco Verduci, convinto che i cinque mesi trascorsi fossero stati sufficienti per l'elaborazione della variante, dopo aver rappresentato, come un edificio che conservi i ritrovamenti archeologi del vicino Castello Santo Niceto e delle antiche Ville Romane, non solo permetterebbe a studiosi e semplici curiosi di scoprire la storia mottese, ma offrirebbe opportunità di lavoro con un indotto che, in questa terra, appare indispensabile, aveva informato le autorità competenti chiedendo interventi risolutivi". I lavori interessano l'edificio di 240 mq , individuato e messo a disposizione dall'amministrazione comunale, ubicato in Corso Italia a Lazzaro a circa 200 metri di distanza dall'area archeologica da cui principalmente provengono i reperti che lo stesso immobile ospiterà a ristrutturazione ultimata, oggi in disuso, precedentemente utilizzato come caserma dalla Guardia di Finanza e acquisito dal comune nel settembre 2002, dopo lunghe e penose vicissitudini che interessarono anche i ministeri competenti.