-------------------------------------------------------------------------------- Risorge palazzo Achille Lauro, in piazza della Nunziata. Dopo ventanni di abbandono. Con la scoperta di un grandioso affresco settecentesco cui i restauri hanno finalmente assegnato la giusta paternità e svelato unavventurosa storia, si è concluso il recupero complessivo di uno dei palazzi dei Rolli, proclamati nei mesi scorsi patrimonio dellUnesco. E Repubblica lo ha visitato in anteprima. La fine dellabbandono, tre anni fa: quando una giovane e determinata imprenditrice e architetto milanese, Sofia Gioia Vedani, ha firmato latto di acquisto. Tremila metri quadrati su sei piani. Il piano nobile, un gioiello di marmi e intarsi, diventerà spazio aperto alla città, ci si potrà addirittura sposare tra gli affreschi che celebrano Achille Lauro come Nettuno (ispirati alliconografia cara ad Andrea Doria) e i sontuosi arredi originali: «Stiamo pensando di renderlo disponile, affittandolo, per celebrare matrimoni, convention, ricevimenti: inaugureremo ufficialmente il palazzo e lo mostreremo a tutta la città, a marzo, con una cerimonia con il sindaco Pericu», spiega Vedani. Una storia stratificata, quella dellantico palazzo di Nicolò Lomellini, costruito alla fine del Cinquecento, poi inserito nel registro dei Rolli e rimasto alla famiglia fino al Settecento. Danneggiato dalle bombe nel 43, venne acquistato dal "comandante", come a Genova veniva chiamato Achille Lauro, nel 1950. Mise il suo palazzo nelle mani del grande architetto Robaldo Morozzo della Rocca, per trasformarlo nella sua "reggia mercantile". A cominciare dal grandioso affresco "Il tempo e la fama" che toglie il respiro sulla volta del grande vano dingresso: si pensava fosse dei fratelli Carlone, per la vicinanza con le opere della chiesa dellAnnunziata. Invece i funzionari della Soprintendenza ai Beni architettonici, diretta da Giorgio Rossini, che hanno seguito i sei mesi di restauro, hanno scoperto il suo segreto: realizzato dal pittore Francesco Campora (1693-1753), opera di ottima qualità, e rara. Non solo: laffresco non è stata realizzato su quel soffitto, ma nel palazzo Grimaldi di via San Luca, distrutto dai bombardamenti. Miracolosamente sopravvissuto, non venne, come solitamente accade, "staccato" (rimuovendo solo un piccolo strato di intonaco e la pellicola pittorica): Achille Lauro volle che lopera fosse addirittura "smurata". Appesa a una gru, con un trasporto scenografico immortalato da foto depoca, nel 1950, venne trasferita nel palazzo di piazza dellAnnunziata. I restauri, diretti dallarchitetto Stefano Libanati, membro dellassociazione Palazzi dei Rolli, sono cominciati a gennaio 2005 e terminati pochi giorni fa, quasi tre milioni di euro ci sono voluti per lintero recupero. «Non vendiamo, ma affittiamo gli spazi» spiega Vedani. Quindici uffici, tre residenze, alcuni negozi, oltre il piano nobile che sarà riservato agli eventi. Sofia Gioia Vedani e lassociazione Palazzi dei Rolli hanno stretto un patto virtuoso: «Concorderemo giorni di apertura al pubblico - dice limprenditrice - e poi assumeremo un custode che potrà illustrare i tesori a tutti i turisti che saffacceranno allingresso». E il ministro Rutelli, accompagnato dallassociazione, visiterà il prossimo 20 gennaio il palazzo. Un trionfo di marmo, il doppio scalone dellatrio, inedito per Genova: poi si riunifica e savvita in un cortile illuminato dal lucernaio. "Ufficio passeggeri" cè scritto su una vetrata, al pianterreno: i restauri hanno rispettato la storia del luogo. Così come al piano nobile, dove la stella, simbolo della flotta Lauro, o lalloro, celebrazione del "comandante", ritornano intarsiate nei marmi dei tavoli, nelle decorazioni a stucco.
Genova - Il Palazzo riscoperto sotto gli affreschi nozze e convention
Il palazzo Achille Lauro, in piazza della Nunziata a Genova, è stato restaurato dopo ventanni di abbandono. La proprietaria, Sofia Gioia Vedani, ha firmato latto di acquisto tre anni fa e i restauri sono stati completati pochi giorni fa con un budget di quasi tre milioni di euro. Il palazzo, costruito alla fine del Cinquecento, era stato inserito nel registro dei Rolli e rimasto alla famiglia fino al Settecento. Nel 1950, il "comandante" Achille Lauro lo ha acquistato e lo ha trasformato nella sua "reggia mercantile". Il grandioso affresco "Il tempo e la fama" è stato scoperto durante i restauri e si è scoperto che era stato realizzato dal pittore Francesco Campora nel 1693.
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