Provocazione. Lo schiaffo del Sindaco di Venezia. Il barbuto filosofo detta la linea per le celebrazioni senza Torino «Uffa, che noia. Basta con i Sabaudi!» Il sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari, ieri era in città per discettare della sua traduzione dell'«Antigone», che Walter Le Moli dirigerà fra pochi giorni all'Astra. A margine, ha espresso anche una provocazione sul 2011, il centocinquantenario dell'Unità d'Italia, sul quale Torino rivendica un ruolo centrale. «Ufff», fa Cacciari. «Basta con i sabaudi, abbiamo già dato. Basta con il Risorgimento, con Cavour... Già nel 1961 il tema fu questo. Nessuno discusse la centralità di Torino. Ma adesso basta: speriamo di vedere una celebrazione diversa». Scuote la testa: «Non ho nulla contro Torino, e probabilmente Venezia con l'Italia non c'entra. Ma è tempo di dare un'immagine diversa del Paese. Un'immagine più polimorfa. Freud direbbe: perversa e polimorfa». Il filosofo parla poi del Partito democratico e dei fondi per la Cultura («L'aumento di 50 milioni è sparito dalla Finanziaria: i teatri presto taglieranno le produzioni e licenzieranno i dipendenti»). Ma è su quella noia per i sabaudi, che Agostino Ghiglia (An) è duro: «Non ci bastano i Ds nostrani: ci mancava lui a far confusione! Mi sorprende che dica cose tanto strampalate. E' ovvio che celebrare il momento che ci ha resi italiani è occasione di forte orgoglio nazionale, così come è ovvia la centralità di Torino che tutti debbono riconoscere». E il leghista Roberto Cota sottolinea: «Cacciari ripropone un fil rouge del Governo, disattento al Piemonte. Torino è tagliata fuori da progetti e investimenti. Avverrà anche nel 2011». In effetti, proprio ieri il ministro Rutelli ha annunciato che, per il 2011, a Firenze sarà costruito un nuovo auditorium, con un finanziamento aggiuntivo di 30 milioni. E per Torino? Finora, gli impegni sono vaghi. Ma per Sergio Chiamparino non bisogna creare un caso. «Al di là della forma, la sostanza del discorso di Cacciari è in linea con i nostri progetti. Sappiamo che i 150 anni sono evento nazionale e non solo torinese, da celebrare in più città. Siamo noi i primi a chiedere che sia una festa della nazione, e non pensiamo di parlare solo del Risorgimento: sarà una fotografia del presente e del futuro dell'Italia, come già avvenne, e qui Cacciari sbaglia, anche nel 1961». Su un punto polemizza con il collega: «II ruolo di Torino non può essere cancellato dalla storia d'Italia. Questo è impossibile a chiunque, Cacciari compreso».
Cacciari: "2011? Basta sabaudi hanno stufato"
Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha espresso una provocazione sul 2011, il centocinquantenario dell'Unità d'Italia, affermando che basta con i Sabaudi e che Torino non deve essere considerata la capitale del Risorgimento. Cacciari ha anche criticato il Partito democratico e i fondi per la Cultura, affermando che l'aumento di 50 milioni è sparito dalla Finanziaria. Il filosofo ha anche espresso la sua disapprovazione per la centralità di Torino nella celebrazione del 2011. Il ministro Sergio Chiamparino ha risposto a Cacciari, affermando che la sostanza del discorso del filosofo è in linea con i progetti del governo, ma che non bisogna creare un caso su Torino.
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