NUOVA ASSOCIAZIONE Un pool di sostenitori pronti a garantire la programmazione Rutelli: «Un benchmark per il settore» La città dei Medici prova a giocare ancora una volta la carta della cultura attraverso un'alleanza tra privati e istituzioni pubbliche. In questa ottica è nata a Firenze l'Associazione partners di Palazzo Strozzi, promossa da Leonardo Ferragamo e Jacopo Mazzei (gruppo Fingen). Lo scopo è quello di affiancare finanziariamente ed entrare nella governance della Fondazione di Palazzo Strozzi presieduta da Lorenzo Bini Smaghi, costituita da Comune, Provincia e Camera di commercio (affiancati dalla Cassa di Risparmio). L'iter del progetto, annunciato dallo stesso Bini Smaghi nei mesi scorsi, prevedeva appunto di mettere insieme un pool di investitori privati che contribuissero a garantire la liquidità di 3 milioni all'anno per tre anni (a cui si dovrebbe aggiungere un altro milione e mezzo a stagione attraverso sponsor mirati su singole iniziative). «La prima parte del programma è conclusa: adesso può davvero partire un'esperienza nuova nel panorama italiano, che apre prospettive interessanti per Firenze», hanno spiegato Mazzei e Ferragamo presentando gli investitori. Oltre ai due gruppi fiorentini, sono diventati partner di Palazzo Strozzi anche Gucci, Rocco Forte Hotels, Intesa-Sanpaolo, The Bostonconsulting group, Eni e Banca Toscana. Mentre tra i soci sostenitori è stata confermata la presenza del Nuovo Pignone (General Electric). Le iscrizioni però restano aperte. Intanto l'Associazione partners di Palazzo Strozzi è diventata socio fondatore, al pari delle istituzioni, ed esprime due consiglieri (Rocco Forte e Francois Henry Pinault) che affiancano Cristina Acidini (soprintendente del polo museale fiorentino), Enzo Cheli (ex presidente dell'Authority per le tlc) e Diego Della Valle, oltre a Mazzei e a Bini Smaghi. «I lavori di ristrutturazione di Palazzo Strozzi si concluderanno in tempo per inaugurare la mostra su Cézanne, mentre a fine gennaio presenteremo il programma messo a punto da] direttore James Bredbume in sintonia con il comitato d'indirizzo della Fondazione», ha spiegato Cheli, in assenza di Bini Smaghi all'estero per la Bce. Per il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, la Fondazione di Palazzo Strozzi costituisce «un'esperienza pilota», e dovrà puntare a valorizzare il patrimonio della città. «Verificheremo il cammino del progetto in concreto», ha aggiunto Domenici, ricordando che il Comune sta investendo 315 milioni per la ristrutturazione del palazzo. Di «scelta strategica per il futuro del territorio» ha parlato anche il presidente della Provincia, Matteo Renzi. Mentre il vice presidente di Confindustria Firenze, Luigi Salvadori, in una nota auspica un coordinamento di tutte le iniziative culturali della città. «Questa Fondazione diventerà un benchmark per il settore», ha sottolineato il vice premier e ministro dei beni culturali Francesco Rutelli (ieri impegnato in una sorta di "maratona" fiorentina). «Il modello organizzativo è nuovo e molto promettente», ha aggiunto, ricordando come il Governo stia pensando a forme d'incentivazione fiscale per chi investe nella cultura. «Ma è un progetto di legislatura», ha aggiunto.
Alleanza pubblico-privato. Firenze, la carta di Palazzo Strozzi
Un pool di sostenitori ha fondato l'Associazione partners di Palazzo Strozzi, un'entità che si occupa della programmazione culturale della struttura. L'Associazione è stata creata con l'aiuto di istituzioni pubbliche e privati, tra cui il Comune, la Provincia e la Camera di commercio. Il progetto prevede di garantire la liquidità di 3 milioni all'anno per tre anni e di aumentare il sostegno finanziario a stagione. L'Associazione è stata presentata da Leonardo Ferragamo e Jacopo Mazzei, che hanno spiegato che il progetto apre prospettive interessanti per Firenze. I soci sostenitori includono Gucci, Rocco Forte Hotels, Intesa-Sanpaolo e Eni.
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